Il clima di tensione tra ultras e De Laurentiis danneggia solo Allegri e i calciatori del Napoli

Bisogna evitare un nuovo scontro tra il presidente e i tifosi organizzati e il ritorno al clima pre terzo scudetto. Striscioni e sponsor possono convivere

Il clima di tensione tra ultras e De Laurentiis danneggia solo Allegri e i calciatori del Napoli

Tifosi in piazza per il centenario del Napoli (foto Giuseppe Manzo)

Anche le celebrazioni del Centenario sono state separate

Bisogna evitare un nuovo scontro tra De Laurentiis e i gruppi ultras. L’ultima cosa che serve a inizio stagione è un clima di tensione come nel 2023 alla vigilia dello scudetto: stadio muto e cori contro Adl. Ad aprile di quell’anno fu l’alzata di scudi di Spalletti a invitare un clima di dialogo che portò alla tregua con la celebre foto del Britannique. Che ci fossero degli attriti lo si era capito in piazza il 31 luglio con il centenario voluto dagli ultras sul lungomare, il giorno prima di quello organizzato dalla società in piazza del Plebiscito.

È chiaro che siamo di fronte a due visioni e concezioni del calcio molto distanti. Eppure bisogna trovare un’alternativa rispetto all’esigenza del club di trovare nuovi introiti pubblicitari. C’è un terzo anello dello stadio Maradona completamente chiuso dove si può trovare lo spazio o, come ricordano tifosi più anziani, già negli anni ’50 e ’60 striscioni dei tifosi e della pubblicità convivevano sullo stadio.

Nel 2025 il quarto scudetto è arrivato non solo grazie alla capacità di un grande allenatore come Antonio Conte di superare la cessione di Kvara e l’emergenza infortuni. È arrivato grazie a una sintonia importante tra tifosi, squadra e società. Ad Allegri, che sta iniziando un lavoro in silenzio e senza un mercato perché gli è stato chiesto di valorizzare l’attuale patrimonio di calciatori, va risparmiata questa tensione. Domenica ci sarà il Como di Fabregas per la prima al Maradona, un cliente molto difficile: si faccia in modo che sulle curve ci siano cori e tamburi e che siano per sostenere la squadra, non per contestare la società.