Giulia Dragoni: “Mio fratello mi costringeva a giocare in porta, sono un’appassionata di Ted Lasso”
L'intervista al CorSera: "Non partecipare all'Europeo femminile per infortunio mi ha messa in crisi. Pallone d'oro? Presto per dirlo, ma al Chelsea posso ambire in grande".

Mg Vicenza 07/03/2026 - qualificazione Mondiale femminile Brasile 2027 / Italia-Danimarca / foto Matteo Gribaudi/Image Sport nella foto: Giulia Dragoni
Giulia Dragoni, 19 anni, è passata quest’estate al Chelsea dal Barcellona (dove ha vinto la Women’s Champions League), pagata dai Blues 500mila euro, cifra alta per il calcio femminile (solo Arianna Caruso è stata pagata di più, 650mila euro dal Real Madrid). Nelle ultime due stagioni ha giocato in prestito alla Roma ed è ad oggi uno dei maggiori talenti del calcio femminile, non solo italiano.
Intervistata dal Corriere della Sera, ha raccontato come è nata la sua passione per il calcio e le ambizioni che si pone da qui ai prossimi anni.
Dragoni: “Non giocare gli Europei per infortunio è stato il mio unico momento di crisi”
“Fare la calciatrice era il mio sogno fin da bambina. Il piano B era diventare criminologa. Mio fratello, più grande, mi costringeva a stare in porta. Finché non mi sono stufata e gli ho detto di andarci lui. Giocavamo nel soggiorno di casa. Alla fine con il calcio ho continuato io. Guardavo Holly & Benji, oggi mi appassiona Ted Lasso, non solo per il calcio, ma perché parla del gruppo, della fiducia, del mettersi in gioco, tutti temi che mi stanno a cuore“.
I miti calcistici di Dragoni sono brasiliani: “Ronaldinho e Marta. Ma pure dove gioco adesso ci sono fuoriclasse incredibili, a partire da Keira Walsh. Sara Gama è stata un esempio per noi bambine che guardavamo le partite dell’Italia“.
Anche se non ha potuto partecipare agli ultimi Europei femminili per infortunio, la centrocampista del Chelsea ha battuto Bergomi e Rita Guarino per essere la calciatrice più giovane ad esordire in un Mondiale: “Di questo record sono davvero orgogliosa, anche se quel Mondiale non andò bene. Agli Europei ho dovuto rinunciare per operarmi alla caviglia. L’infortunio dell’anno scorso è stato il mio unico momento vero di crisi“.

Ora Dragoni ha il sogno del Pallone d’oro: “È ancora un po’ presto per quello. Diciamo che essere qui con tutte queste campionesse me lo fa un po’ annusare, loro lo meriterebbero dalla prima all’ultima, quindi posso ambire in grande“.
Un ritorno in Italia dopo il Chelsea? L’ex Roma non si sbilancia: “L’estero mi incuriosisce, lo sto scoprendo, ci sto bene“.