Djokovic tra vomito, caldo e Navone: non usciva al primo turno di uno Slam da 20 anni
Uno "storico" dramma psico-fisico agli Us Open: "Vomito, rigurgito, ho un problema serio. Tutto il corpo inizia a cedere, crampi e dolore, e alla fine hanno ceduto schiena e spalla"

NEW YORK NEW YORK - AUGUST 30: Novak Djokovic of Serbia reacts during a changeover against Mariano Navone of Argentina during their Men's Singles First Round match on Day One of the 2026 US Open at USTA Billie Jean King National Tennis Center on August 30, 2026 in the Flushing neighborhood of the Queens borough of New York City. Julian Finney/Getty Images/AFP (Photo by JULIAN FINNEY / GETTY IMAGES NORTH AMERICA / Getty Images via AFP)
S’è fatto vecchio, dicono. Ha 39 anni. Lui dice di no. Dice di avere un non meglio precisato “problema di salute” che lo manda in panne col caldo umido. Si chiama vecchiaia, dicono sempre quelli che sanno tutto. Intanto Novak Djokovic lascia in lacrime, dopo aver vomitato e sofferto per quattro ore e 36 minuti, gli Us Open al primo turno. Ha perso da Mariano Navone 7-6, 5-7, 4-6, 6-2, 6-1 in una partita notturna che s’è subito trasformata in un dramma psicofisico. D’altra parte lui l’ha sempre detto che “il tennis è brutale”.
E’ a suo modo un’eliminazione storica, se si considera che Djokovic era al suo 84esimo Slam, ma è solo la terza volta in carriera che viene eliminato al primo turno di un Major, la prima volta addirittura dagli Australian Open del 2006, 20 anni fa: aveva appena 18 anni.

“Non mi sono divertito”
Il Guardian nella sua cronaca scrive che “forse l’aspetto più sorprendente di questa sconfitta è stata la precocità con cui Djokovic ha iniziato a soffrire. Prima ancora di aver consolidato il break iniziale sul 2-0 nel primo set, a malapena 15 minuti dall’inizio del match, Djokovic sembrava già in difficoltà a causa dell’umidità, nonostante la partita si sia giocata in condizioni notturne meno estreme. Nel corso dei successivi cinque set, Djokovic è apparso come in trance in campo, alternando ansimi disperati da dietro la linea di fondo, conati di vomito, difficoltà a ritrovare l’equilibrio e crampi. Alla fine dell’incontro, non aveva più energie da spendere”.
“È qualcosa che mi porto dietro, purtroppo, praticamente in ogni partita quest’anno – ha spiegato poi lui in conferenza stampa – Sapete, vomito, rigurgito, un problema serio, e poi tutto il mio corpo inizia a cedere, praticamente crampi e dolore, e alla fine la schiena ha ceduto, e la spalla, e non sono riuscito a chiudere, a strappare il servizio nel quarto set, ma ho faticato per tutta la partita dal quarto game in poi. E ripeto, non voglio sminuire la sua vittoria. Congratulazioni a lui; è un bravo ragazzo, un combattente, ma sapete, non mi sono divertito”.