Caro Napolista, sbagli: è un errore vendere Gutierrez
Vendendolo, rimarremmo con i soli Olivera e Spinazzola, non proprio giovanotti. Non dovevamo ringiovanire la rosa? Ha senso vendere un 2001 per rinnovare Spinazzola fino al 2028?

Ni Napoli 24/05/2026 - campionato di calcio serie A / Napoli-Udinese / foto Nicola Ianuale/Image Sport nella foto: Kingsley Ehizibue-Miguel Gutierrez
Sì, la linea seguita dal Napoli in questa sessione di mercato è sacrosanta, per quanto dolorosa. Le dimensioni extra large raggiunte dalla rosa azzurra rappresentano una zavorra che questo Napoli, che ha ormai raggiunto il secolo di vita, non può permettersi di portare. Non ne ha né la forza né la struttura per poter fare un mercato faraonico dopo i salassi degli ultimi due anni.
Ma questa necessità di ringiovanire, che è stata presentata come un ritorno alle radici green del Napoli De Laurentiis, non si scontra prepotentemente con la cessione, che sembra ormai quasi andata in porto, di Miguel Gutierrez? Venderlo – per me – è un errore per svariate ragioni. E lo dico in disaccordo col Napolista che è invece caldeggia la sua cessione.
Napoli, cedere Gutierrez sarebbe un errore: ecco perché

Arrivato a Napoli nell’agosto 2025 per 18 milioni di base fissa più 2 di bonus, Miguel ha totalizzato 36 presenze in stagione: 28 in campionato, 1 in Coppa Italia, 5 in Champions League e 2 in Supercoppa, mettendo a segno uno splendido sinistro a giro contro la Fiorentina che valse il 2-0 finale. Ci sarebbe anche da citare il famoso gol contro l’Atalanta annullato per un’allucinazione di Chiffi, ma vabbè, è il 1° agosto, sfortunatamente non piove e quindi non vi voglio intossicare con il ricordo.
Ecco, l’unica ragione per la quale la vendita dello spagnolo potrebbe essere giustificata è la plusvalenza: ma è un collegamento degno della tesina di un liceale. Pagato 20 milioni e ceduto a 25. Beh, se sbloccassero il mercato del Napoli ben venga, ma resta difficile capire perché il sacrificato debba essere proprio lui.
Quest’anno è stato un vero e proprio jolly di Conte, adattandosi a ogni richiesta del salentino senza fiatare, giocando spesso a destra, nonostante sia la sinistra la sua fascia di competenza e mostrando di saper dare del tu al pallone.
A questo aggiungiamoci una spiccata personalità, messa in mostra fin dal suo arrivo in un ambiente totalmente diverso. Una furbizia pallonara, la sua, capace di spostare gli equilibri nervosi e di creare vantaggi: una spintarella, una parolina verso l’avversario e tante piccole arguzie made in Spagna che ne fanno un elemento prezioso della rosa.
Poi, caro Napoli, sarebbe interessante comprendere il ragionamento che ha portato all’idea di una cessione di un classe 2001 e al rinnovo di Spinazzola, classe ’93, fino al 2028. E la linea green? Sparita? O un procuratore ha imposto che la linea green, quando tocca i suoi assistiti, diventi blue? Chi lo sa.
Quello che invece posso ipotizzare con ragionevole certezza è che, se Miguel dovesse essere ceduto, il Napoli rimarrebbe a sinistra solo con Spinazzola e Olivera, che quest’anno compirà 29 anni. Non proprio di primo pelo, calcisticamente parlando. Facciamo le corna: si fanno male entrambi. Cosa facciamo?
Quante altre ragioni devo addurre?
Quelle cose non dette

Certo, ci potrebbe essere dell’altro dietro a questa cessione, qualcosa che semplicemente non si dice ad alta voce, ma che può sfiorare i pensieri con quella sua vocetta fastidiosa: e se, per la lentezza nello sbolognare gli esuberi, si fosse tirata testa o croce su un big, o comunque su un elemento che, per forza di cose (età, caratteristiche, ultima stagione ecc.), sarebbe stato conveniente cedere e alla fine fosse uscito proprio Gutiérrez?
Beh, diciamo che la colpa non è solo di Manna. Pochi riuscirebbero a vedere un orologio rotto, e di meccaniche zoppicanti ce ne sono parecchie nella rosa.
E se la cessione dello spagnolo, oltre a garantire grano immediato, spazio in rosa e quant’altro, servisse anche a coprire un mix letale di non proprio una spiccata capacità di vendita di Manna e elementi che comunque non frutterebbero nulla?
E se Gutiérrez non fosse nient’altro che l’agnello considerato meno doloroso da sacrificare, proprio perché in tempo di carestia è quello che dalla sua uccisione potrebbe portare più carne? E al diavolo le sue caratteristiche. Avranno pensato ciò?
Ha fatto male dirlo e mi perdonerete la crudezza della metafora, ma queste cose è meglio buttarle fuori. Ecco, l’ho detto ad alta voce: mi sento meglio.
Vedremo come andrà a finire questa storia, sperando di non avere troppi rimpianti.