Arriva la Clear line del Var: “Per capire quando è giusto o no che intervenga o non sia intervenuto”
Sarà disponibile sul sito Uefa. Rosetti alla Gazzetta: "E’ calcio e non playstation: dobbiamo tornare all’utilizzo del Var di una volta. La centralità dell’arbitro è sovrana. Bisogna intervenire in situazioni evidenti, non microscopiche".

Db Nizza (Francia) 07/06/2017 - amichevole / Italia-Uruguay / foto Daniele Buffa/Image Sport nella foto: var
Sul sito Uefa è presente da ora la “Clear line” per il Var. A spiegarla è Roberto Rosetti in un’intervista alla Gazzetta dello Sport, che ha sostituito Collina come presidente della Commissione Arbitri Uefa.
“È una sorta di biblioteca per tutti e per capire quando è giusto o non è giusto che il Var intervenga o sia intervenuto. È una cosa unica e ci è venuto in mente proprio per il fatto che molti si fanno domande sulla liceità o meno dell’intervento-Var. Ecco, lì c’è tutto: casistiche, video, dai falli di mano ai rigori, dai cartellini rossi allo scambio di persona, otto anni di evidenze con immediatezza anche visiva. Possono accedervi tutti: fornirà un punto di riferimento centrale per giocatori, allenatori, commentatori e tifosi, contribuendo a spiegare“.
Rosetti: “Dobbiamo tornare all’origine dell’utilizzo del Var”

In un meeting online sono state indicate le novità che partiranno dalla prossima stagione (Var per il secondo giallo e per gli angoli che non sono angoli, i 10 secondi per la sostituzione o stai fuori un minuto) e ne è uscita la seguente considerazione: “E’ calcio e non playstation: dobbiamo tornare all’utilizzo del Var di una volta, più mirato, non può riarbitrare la partita. La centralità dell’arbitro è sovrana. Non mi rende felice l’utilizzo eccessivo del Var: in questi ultimi tempi sta succedendo. L’ho visto nascere e vorrei che si tornasse all’utilizzo mirato di una volta: oggi, invece, succede che si vadano a cercare cose microscopiche. E non va bene. Se un episodio è macro, lì ci deve essere l’arbitro. Serve tornare all’origine dell’intervento del Var. E servono arbitri più precisi, forti e coraggiosi per utilizzarlo meno. Bisogna intervenire in situazioni chiare ed evidenti, non microscopiche“.
Non ci sarà il rosso diretto per la “legge Vinicius”

In merito alle simulazioni, l’ex direttore di gara ha dichiarato: “Spesso ho visto esagerazioni. E certamente non va bene. Il Var può intervenire in casi dentro l’area di rigore ma stiamo studiando, ragionando tutti su come debellare questo brutto costume. A volte si tende ad esagerare“.
E sulla bocca coperta dalla mano (la cosiddetta “legge Vinicius“) che ha portato a due espulsioni ai Mondiali: “Non ci sarà il rosso automatico. Niente espulsione. Se sarà almeno giallo, sarà a discrezione dell’arbitro. Se il direttore di gara carpisce un fare provocatorio o anche di portata maggiore, beh, allora l’ammonizione può scattare“.
Saranno poi fondamentali i capitani di ogni squadra: “Bisogna riconsiderare la figura dei capitani. Con rispetto reciproco fra loro e gli arbitri, questo è necessario. Va spiegato tutto ma senza che si creino i capannelli e i raduni di massa attorno all’arbitro a sbraitare o gesticolare“.