Rocchi: “Questa settimana è cruciale per l’Inter”. Ma per la Procura non ci sono prove (ecco l’archiviazione)
Nella richiesta di archiviazione, la Procura scrive di suggestioni. La mancanza di prove le fa degradare a illazioni. Per la Procura, inchiesta danneggiata dall'uscita della notizia

Db Milano 25/02/2019 - premio Giacinto Facchetti 'Il bello del calcio' / foto Daniele Buffa/Image Sport nella foto: Gabriele Gravina-Giuseppe Marotta
La richiesta di archiviazione in 18 pagine
Ecco le carte della richiesta di archiviazione della Procura di Milano nei confronti del designatore arbitrale Gianluca Rocchi e dell’Inter.
Nonostante le dichiarazioni che emergono dalle intercettazioni, con Rocchi che contatta Dino Tommasi (suo vice) e dice: “Allora, noi c’abbiamo un problema. Noi abbiamo questa settimana che è cruciale per l’Inter”. Per la Procura non ci sono prove. Nella richiesta di parla di vuoto probatorio. La procura dice che la notizia dell’inchiesta ha danneggiato le indagini. E che sarebbe stato un errore non procedere nella prima parte al sequestro di telefonini e pc.
In più telefonate intercettate, in piena lotta scudetto, l’ex designatore arbitrale Gianluca Rocchi si lascia andare alla difficoltà di garantire direttori di gare all’altezza mentre tra Inter e Napoli è quasi testa a testa.
Il 3 aprile 2025, Rocchi parlando con il suo stretto collaboratore Andrea Gervasoni dice di avere un “trittico di gare complesse” facendo riferimento a Bologna-Inter, al derby e a Inter-Roma. E aggiunge “loro vorrebbero Colombo, chiaramente perché gli garba un mondo!” si legge nelle carte dell’inchiesta sugli arbitri per cui la procura di Milano ha chiesto l’archiviazione.

Rocchi parla di settimana cruciale per l’Inter
Nella stessa giornata Rocchi contatta Dino Tommasi: “Allora, noi c’abbiamo un problema. Noi abbiamo questa settimana che è cruciale per l’Inter”.
E ancora:
Sulle assegnazioni “bisogna andare un po’ alla giornata perché il tifone non succederà ma metti che il Napoli non vinca a Bologna e l’Inter batta il Parma…vanno a più cinque e la possiamo fare con un pochino più di leggerezza, il campionato, capito che voglio dire?” spiega Rocchi. Ma se il Napoli fa tre punti e l’Inter perde o pareggia a Bologna “rischiano di essere risucchiati”.
Per la Procura c’è un vuoto probatorio e parla di illazioni
Riporta ancora l’Adn Kronos:
“La preoccupazione emerge anche nella conversazione con Riccardo Pinzani, delegato Aia per i rapporti con i club, in cui Rocchi svela che manderà Andrea Colombo a dirigere il match con il Bologna, «ma in Coppa Italia chi ca…o mando?» a sottolineare – senza giri di parole – la difficoltà di trovare arbitri che possano non scontentare nessuno. La partita contro i rossoblù si concluderà con la sconfitta dei nerazzurri e una coda di polemiche”.

Ma per la Procura di Milano sono solo ipotesi e nessuna prova. E la Procura di Milano scrive che un problema è stato la diffusione della notizia dell’inchiesta.
Dopo la “diffusione mediatica” dell’esistenza delle indagini, “non sembrano potersi svolgere utilmente investigazioni di alcun genere” come il sequestro dei device (pc e telefoni) “che per scelta investigativa non è stato eseguito in precedenza” dato che le intercettazioni in corso “apparivano confortare l’impostazione accusatoria”. È uno dei passaggi del provvedimento della Procura di Milano nell’inchiesta sugli arbitri.
Gli ottimi rapporti Gravina e Marotta e il peso politico di Marotta non sono suffragati da prove
Le intercettazioni riempiono in gran parte le 18 pagine del decreto di archiviazione dell’Inter, ma la Procura chiarisce che si resta nel campo delle ipotesi o delle suggestioni. In particolare tra le ipotesi «residuali» c’è quella che le presunte interferenze dell’ex designatore arbitrale Gianluca Rocchi, per il quale è stata chiesta l’archiviazione dall’accusa di frode sportiva, siano legate alla promessa di un’utilità, «consistente in progressioni di carriera nel sistema arbitrale».
“Sul fondo delle iscrizioni, permangono ipotesi, talvolta suggestioni, che, prive di base probatoria (…), non hanno consentito neppure di elaborare compiute incolpazioni preliminari” e di “svolgere utilmente investigazioni di ogni genere”. È quanto si legge nel decreto con cui la Procura di Milano ha archiviato l’Inter club indagato per la legge sulla responsabilità degli enti nel caso arbitri. Per Rocchi la manca di prove porta a degradare l’ipotesi di frode sportiva “al rango della mera illazione”.
La suggestione si fonderebbe sull'”esistenza di ottimi rapporti tra Gravina e Rocchi da un lato, e dall’esistenza di un indubbio peso politico nella Lega da parte dell’Fc Internazionale, nella persona di Marotta, a sua volta legato da buoni rapporti personali con Gravina”. Cosa che, a conti fatti, mancando anche un solo indizio di una “promessa di utilità”, va a configurare un “vuoto probatorio” che ha reso pure inutile – ancor più dopo la risonanza mediatica della vicenda – ulteriori atti investigativi rispetto alle intercettazioni come il sequestro di pc e telefoni. Intercettazioni che si riportano, in parte, nel provvedimento ma che non delineano contatti diretti tra il club nerazzurro e l’ex designatore.