Malagò confessa che l’anti-pirateria va male e che i diritti tv porteranno meno soldi alla Serie A
In commissione Cultura del Senato: "Nemmeno la Premier League ha aumentato gli introiti in Inghilterra, il mercato è saturo"

Mg Milano 01/05/2021 - campionato di calcio serie A / Milan-Benevento / foto Matteo Gribaudi/Image Sport nella foto: cameramen
Nella sua audizione in commissione Cultura del Senato sul ddl di Riforma del calcio, Giovanni Malagò confessa alcune verità sulle condizioni di povertà del calcio italiano. Due le confessioni: la Serie A al prossimo bando incasserà meno dai diritti tv. E la seconda è che l’anti-pirateria va malaccio.
Le parole di Malagò sui diritti tv
“Ci sarà una certa riduzione del monte dei diritti tv con il prossimo bando della serie A”. E’ Giovanni Malagò che parla, durante la sua audizione in commissione Cultura del Senato sul ddl di Riforma del calcio. Ed è una certificazione della povertà del calcio italiano. “Tutti abbiamo le nostre colpe – dice il Presidente della Figc – anche la serie A avrà le sue, ma il contesto congiunturale mondiale, anche della stessa famosissima Premier League, ha aumentato moltissimo i ricavi ma non certo sul mercato interno, perché c’è una dinamica di saturazione e concorrenza di altre emittenti su altre discipline per cui gli spettatori sono sempre quelli”.

L’antipirateria va male
E anche per quanto riguarda i proventi del fondo antipirateria, alimentato dalle sanzioni dell’Agcom, anche quelli dovrebbero andare quasi per intero al sistema calcio. Malagò chiede di modificare in questo senso il ddl: “Nel testo viene proposto che il 10% di questo fondo sia destinato alla valorizzazione dei settori giovanili, certo non per comprare l’ennesimo giocatore, magari straniero. Bello. Ma visto che questi sono fondi che vengono detratti al nostro sistema, una volta che si entra in questo ordine di idee, secondo me questa percentuale non dico debba essere al 100%, ma non ho capito perché, una volta ‘requisiti’ questi fondi, qualcun altro debba beneficiarne e non debbano andare quasi per intero al sistema calcio. Ci si può legare anche qualche situazione che riguardi il sociale, per evitare la reiterazione del reato”.
“Nel giro di pochi giorni, per visite di cortesia, ho incontrato ad e azionisti di chi ha i diritti tv e pensavo che le cose in termini di contrasto alla pirateria andassero un po’ meglio: numeri alla mano, assolutamente no. Devo dire con mio stupore che qualche Paese, considerato molto piu rigoroso, ha iniziato a ‘copiarci’ e ci sono incidenze anche in Stati a me insospettabili che hanno preso questa non bella abitudine. Mi dicono che le leggi ci sono, ma non c’è l’attuazione della sanzione verso chi viene perseguito. Se la Guardia di Finanza non ha elementi aggiuntivi in termini di organizzazione e struttura, più di tanto non può fare”.