Lukaku al Mondiale, un gol ogni 67 minuti giocati
Celebrato dai media per la Trump Dance, ai Mondiali Lukaku ha dimostrato soprattutto di essere ancora un signor attaccante. È subito dietro Milla per reti mondiali da subentrato

SEATTLE, WASHINGTON - JULY 06: Romelu Lukaku #9 of Belgium celebrates scoring his team's fourth goal during the FIFA World Cup 2026 Round of 16 match between USA and Belgium at Seattle Stadium on July 06, 2026 in Seattle, Washington. Jamie Squire/Getty Images/AFP (Photo by JAMIE SQUIRE / GETTY IMAGES NORTH AMERICA / Getty Images via AFP)
Non è solo Trump Dance
Romelu Lukaku si preso la scena. Con i gol e con la Trump Dance. Le copertine mondiali se l’è prese con i festeggiamenti del quarto gol agli Stati Uniti. La Trump Dance è stata la pubblica derisione del tentativo di inquinare il Mondiale con l’assurda decisione di sottrarre la squalifica all’americano Balogun dopo le pressioni di Trump a Infantino.
Lukaku oggi è celebrato su tutti i giornali. Scrive Repubblica con Emanuela Audisio che gli Usa escono con una batosta e con la derisione mondiale:
“Lukaku (33 anni), un cecchino che entra dalla panchina che dopo aver segnato si mette a fare con gli altri la Trump Dance sulle note di YMCA dei Village People. Lukaku, ultima presenza in campo in serie A: 6 minuti in Napoli-Torino a marzo”.

Ma non è solo politica, anche calcio. Lukaku a questi Mondiali sta dimostrando di essere vivo e vegeto. Ha giocato poco quest’anno perché era infortunato ma se è in condizione, può ancora dire la sua.
Lukaku al Mondiale ha dimostrato che è ancora un signora attaccante
E il Corriere dello Sport con Fabio Mandarini mette in fila un po’ di numeri:
“Romelu ha scherzato con il potere ma in campo continua a fare sul serio. Tre gol al Mondiale per Big Rom da subentrato, con tre tiri nello specchio e sei complessivi contro Nuova Zelanda, Senegal e Stati Uniti; una rete ogni 66,67 minuti, per un totale di 200 minuti collezionati in cinque partite. E ancora: un autogol indotto con un movimento da centravanti puro all’esordio con l’Egitto, più un assist a Saelemaekers nel 5-1 ai neozelandesi. Titolare una volta, contro l’Iran, e poi sempre dentro a partita in corso. Un cambio da record: ha eguagliato il primato di Marc Wilmots nel 2002 segnando in tre partite di fila al Mondiale con il Belgio e poi, quanto a reti firmate da subentrato, s’è piazzato alle spalle di Roger Milla, mitico vecchio leone del Camerun che a Italia ’90 fu capace di segnarne quattro. Per concludere: ha consolidato la leadership di miglior cannoniere di tutti i tempi della storia della nazionale, 93 gol in 131 presenze dal 2010”.
