Juan Jesus l’underdog che ce l’ha fatta: grazie per quel che hai fatto, sempre in silenzio

Questa Napoli sazia e un po' viziata, che storce la bocca se la vittoria non è uno show da copertina, rischia di perdere la sua anima più bella. Quella che si innamorava dei gregari, degli "scarti" degli altri e li trasformava in eroi nostri

Juan Jesus l’underdog che ce l’ha fatta: grazie per quel che hai fatto, sempre in silenzio

Cm Bergamo 22/02/2026 - campionato di calcio serie A / Atalanta-Napoli / foto Cristiano Mazzi/Image Sport nella foto: Juan Jesus

Juan Jesus, quando denunciò Acerbi

Ciao Juan, due scudetti e una Supercoppa. Hai detto niente! Arrivato come riempitivo in difesa, ha scalato posizioni e si è ritrovato ad essere titolare e anche riferimento nei periodi più bui. Due scudetti con il Napoli e noi lo vediamo andar via senza nemmeno fermarci un attimo a ringraziarlo? Non lo merita ma soprattutto non lo meritiamo noi, sebbene l’imborghesimento di questi anni ci abbia fatto perdere i proverbiali vecchi valori del “chi ama, non dimentica”. È stato l’underdog che ce l’ha fatta. Da svincolato ha saputo ritagliarsi uno spazio autentico sia in campo, sia nello spogliatoio. Ha fatto valere la sua personalità quando ha denunciato Acerbi, ha fatto esultare la città quando ha dimostrato un attaccamento viscerale per la maglia azzurra.

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Te ne vai lasciandoci tre trofei

Juan Jesus ha lasciato il Napoli e merita un applauso, un grazie, un abbraccio condiviso poiché nella storia del Napoli lui ci è entrato di diritto e da protagonista. Girando i social distrattamente, leggendo pagine di notizie calcistiche napofile, non ho trovato un solo rigo di ringraziamenti. La verità, amara è che questa Napoli sazia e un po’ viziata, che oggi storce la bocca se la vittoria non è uno show da copertina, rischia di perdere la sua anima più bella. Quella che si innamorava dei gregari, che adottava gli “scartati” degli altri per trasformarli in eroi nostri, che sapeva riconoscere il valore del sudore prima ancora del talento puro. Che sapeva stringersi e riconoscersi in quelli senza favore di camera.

E allora, lasciate che lo scriva io, in mezzo a questo silenzio distratto e ingrato dei social: Grazie di tutto, Juan. Grazie per la serietà, per l’attaccamento viscerale, per averci creduto quando in pochi lo facevano. Te ne vai con una valigia vincente, piena di storia vera, di quella scritta con i fatti e non con i post. La Napoli che ha ancora il battito antico nel petto, quella non dimentica. Te ne vai lasciandoci tre trofei e questo non lo cancellerà nessuno. Juan Jesus, nella storia azzurra.