Deulofeu si allena in gruppo dopo 3 anni: “Posso davvero ritornare a giocare”
Si lesionò il crociato durante Napoli-Udinese del novembre 2022. Poi, il calvario, con un'infezione post-operatoria che gli ha distrutto la cartilagine del ginocchio destro. Ora si allena in gruppo.

Mp Genova 22/01/2023 - campionato di calcio serie A / Sampdoria-Udinese / foto Matteo Papini/Image Sport nella foto: Gerard Deulofeu
12 novembre 2022, Napoli-Udinese: Deulofeu si accascia a terra e viene portato fuori. È grave: lesione al legamento crociato anteriore del ginocchio destro. Il 22 gennaio 2023 prova a rientrare contro la Sampdoria, riuscendo a stare appena 12 minuti in campo. Il ginocchio cede ancora.
Così, a fine gennaio, si sottopone a un intervento di rinforzo capsulare a Roma. Qui arriva il dramma: una grave infezione post-operatoria gli distrugge parte della cartilagine articolare. Un calvario enorme, lunghissimo, che finalmente potrebbe aver trovato una fine. Infatti, Gerard, che già a maggio correva con il pallone, si sta allenando in ritiro con l’Udinese. Pur essendo svincolato, gli è stato concesso di aggregarsi al gruppo per completare la riabilitazione. Così, l’ipotesi di un ritorno e di un nuovo contatto non sembrano più così lontane. Le sue parole a Sky Sport.
Le parole di Deulofeu

A Sky, dal ritiro dell’Udinese:
“Sono davvero felice, essere di nuovo in campo con i miei compagni è qualcosa di fondamentale per me. Mi è mancato per tre anni, finalmente posso tornare a vivere il campo e a sentire nuovamente la mia passione. Sono vicino…
Il preparatore dell’Udinese mi ha dato una grande mano, credo di avere davvero la possibilità di tornare a giocare. Se non ci credo io, non può crederci nessuno. Ho sempre avuto grande fiducia in me stesso e sto sfruttando al massimo l’opportunità che mi ha concesso la società.”
Su Gino Pozzo

Infine:
“Se oggi sono qui, è grazie a Gino Pozzo. Abbiamo un rapporto speciale fin dai tempi del Watford. Lo ringrazio molto, perché è una persona davvero unica. Voglio tornare in campo per Gino, per la mia famiglia e per i miei figli. Il pensiero di smettere di giocare è durato soltanto un minuto: avevo troppa convinzione e troppa voglia di rientrare.
Un fioretto? Quando tornerò in campo, berrò un vino di qualità, magari uno toscano o piemontese, per celebrare questo momento.”