Cosa sarebbe successo se una settimana fa il Napoli avesse annunciato il capoverdiano Lopes Cabral?

Nessuno lo conosceva, ai Mondiali ha segnato un gol pazzesco all'Argentina, stava per passare alla storia. Il suo acquisto sarebbe stato deriso, come accadde per Kim (e in parte Kvara). Questo per dire che il calcio va a lasciato ai professionisti, il rumore di fondo sul mercato è del tutto irrilevante

Cosa sarebbe successo se una settimana fa il Napoli avesse annunciato il capoverdiano Lopes Cabral?

Mg Miami (Stati Uniti) 04/07/2026 - Mondiali di Calcio 2026 / Argentina-Capo Verde / foto Matteo Gribaudi/Image Sport nella foto: esultanza gol Sidney Cabral

Qualcuno conosceva Lopes Cabral?

Immaginate cosa sarebbe successo se una settimana fa il Napoli avesse annunciato l’acquisto di Lopes Cabral, 23 anni, esterno sinistro olandese che gioca per Capo Verde. La miseria di otto presenze in stagione col Benfica. Appena 356 minuti giocati che sono bastati per segnare un gol e servire tre assist. L’anno prima, sempre nel campionato portoghese, ha giocato un po’ di più con l’Estrela Amadora. Quindici le presenze, cinque i gol e tre gli assist. Quest’estate ha cambiato squadra. I turchi del Trabzonspor lo hanno acquistato per 7 milioni di euro. Una miseria al giorno d’oggi.

Napoli

Torniamo alla domanda di partenza. Cosa sarebbe successo se il Napoli avesse twittato l’acquisto del capoverdiano Lopes Cabral? Molto prevedibilmente l’acquisto sarebbe stato travolta dall’ondata di derisione sui social. Ancora ricordiamo la coltre di scetticismo che avvolse gli arrivi di Kvaratskhelia e Kim. Indimenticabile lo striscione di derisione degli ultras che ironizzavano sulla marca di sigarette: “Kim, tre pacchetti 10 euro”. Le persone dimenticano ed è un peccato.

Poi, accade che Capo Verde ai Mondiali giochi una partita memorabile contro l’Argentina di Messi. I campioni del mondo finiscono col vincere 3-2 ma quanta fatica. Lopes Cabral – che noi ignoravamo chi fosse – segna quello che potrebbe essere il gol più bello dei mondiali. Un tiro a giro spaziale, disegnato col pennello. E va vicinissimo al 3-3 su punizione.

Lo sfogo social per lo scippo di Brescianini

Tutto questo per dire che la conoscenza dei calciatori da parte della platea è ovviamente limitata. Che il rumore di fondo che accompagna le notizie di mercato, è del tutto irrilevante. Non si basa su alcun tipo di conoscenza, è solo un’onda emotiva creata artificialmente. Ricordiamo ancora lo stadio di Firenze pieno per l’arrivo di Mario Gomes. Così come abbiamo ricordato la freddezza di Napoli nei confronti di Kim e Kvaratskhelia. Potremmo rievocare lo sfogo social quando Bresciani finì all’Atalanta. Il Napoli poi prese McTominay.

Brescianini

Le conoscenze calcistiche sono conoscenze di tipo scientifico. Il successo del calcio è dovuto al fatto che possono parlarne tutti. Ma parlarne è una cosa, lavorare col calcio è ben altro.

Il calcio è una strana azienda. Un grande business in cui la forza lavoro è praticamente inesauribile. È il motivo per cui sono nati i big data sui calciatori. Sarebbe impensabile avere una tracciatura completa dei giocatori in attività. Poi, ci sono calciatori che si incastrano perfettamente in una squadra, in un ambiente, e per niente in altri. Ripetiamo: il calcio è bello perché sembra alla portata di tutti. In realtà non è così. E a volte succede anche le operazioni di mercato sembrino fallimentari dopo pochi mesi per poi rivelarsi indovinate. Il calcio è una cosa, il rumore di fondo è un’altra.  Ora ci si straccia le vesti per Mario Gila e magari anche per Khalaili (peraltro contestato per ragioni politiche ancor prima che arrivasse). Ma solo un rituale del tutto scollegato dalla realtà. È bello perché è un rituale considerato il sale del football. Nonostante sia irrilevante.