Pure ai Mondiali c’è chi segna e non esulta: lo svedese Ayari ha il padre tunisino
Basta, non se ne può più. A inizio match dovrebbe essere letto l'elenco delle scuse preventivo come gli allergeni sul menù del ristorante

Sweden's midfielder #18 Yasin Ayari celebrates scoring his team's first goal during the 2026 World Cup Group F football match between Sweden and Tunisia at the Monterrey Stadium in Guadalupe on June 14, 2026. (Photo by Julio Cesar AGUILAR / AFP)
Il mercato clandestino dei passaporti
Mamma mia che palle. Persino ai Mondiali ora c’è chi segna e non esulta. È successo stanotte nel 5-1 della Svezia alla derelitta Tunisia. Ayari ha segnato una doppietta con due tiri da lontano. In occasione del primo gol il calciatore svedese non ha esultato perché ha il padre tunisino. Tanto ormai i Mondiali sono liquidi. Nel Marocco giocano soprattutto calciatori che non sono nati in Marocco. C’è una sorta di tratta dei passaporti. Un mercato nero o bianco in cui i calciatori scelgono la nazionalità più conveniente per mettersi in mostra.

Però la mancata esultanza ai Mondiali non ce la ricordavamo. Non si esulta per ogni gol segnato a una ex squadra. Ora non si esulta perché tua madre o tua padre hanno la cittadinanza dell’avversario. Ayari, peraltro, che gioca nel Brighton, già al secondo gol ha cambiato atteggiamento. Non una vera e propria esultanza ma non si è contenuto.
Ayari e la lista degli allergeni del calcio
Secondo noi il calcio deve adeguarsi ai menù dei ristoranti. Le parentele e le ex squadre segnalate come le allergie. Prima di ogni partita può partire l’elenco delle scuse preventive. Il numero 5 se dovesse segnare si scusa con i vicini di casa, con i vicini di ombrellone della spiaggia portoghese e via dicendo. Un lungo elenco prima della partita così Infantino e la Fifa possono inserire altri spot pubblicitari dopodiché però si comincia a giocare e comanda il calcio. Chi segna, esulta. E amen. Con buona pace di tutte le parentele segnalate in un primo momento.
Se proprio vuole, a fine match, sempre con gli sponsor, Infantino può far intervistare i traditori che hanno segnato.