Nuova rivoluzione per gli arbitri in Premier League: in Italia tutto tace

In Inghilterra cambia ancora la Premier League: la meritocrazia alla base della scelta per gli arbitri di Premier League e Championship. In Italia l'AIA cerca ancora il suo nuovo designatore

Nuova rivoluzione per gli arbitri in Premier League: in Italia tutto tace

Italian referee Federico La Penna checks the Video Assistant Referee (VAR) during the Italian Serie A football match Inter vs Torino on November 22, 2020 at the Giuseppe-Meazza (San Siro) stadium in Milan. (Photo by MIGUEL MEDINA / AFP)

Evolversi e migliorare. Due parole che dovrebbero essere quasi delle stelle polari nell’immaginario collettivo. D’altronde la vita e la generazione odierna inducono sempre a cercare upgrade, a salire uno scalino dopo l’altro, provando a raggiungere traguardi maggiori. Un assunto che vale anche in ambito calcistico, lì dove per vincere e prevalere devi essere sempre il migliore.

Se ci limitiamo alle federazioni calcistiche, da diversi anni ormai la palma del miglior campionato ce l’ha la Premier League. Lì girano più milioni di tutti – anzi, miliardi – con le vendite dei diritti tv a cifre inimmaginabili per la Serie A.

Basti pensare che sono stati distribuiti ai club ricavi complessivi per oltre 2,9 miliardi di sterline (oltre 3,4 miliardi di euro al cambio attuale. E di conseguenza nella spartizione dei milioni a guadagnarci sono i club che sono tra i più ricchi in Europa. Basti pensare che l’ultima in classifica, in termini di introiti derivanti dai diritti tv, incassa 50 milioni in più della formazione Campione d’Italia.

Riforme in Premier League: la Thatcher agì 40 anni fa

Va da sé che la sfida diventa impari. Ma come ha fatto la Premier League e salire sul gradino più alto del mondo? Riforme su riforme, trasformando il calcio in qualcosa di appetibile non solo agli occhi degli inglesi, ma del mondo intero. Negli anni ’80 la riforma voluta dall’allora premier Margaret Thatcher fu epocale.

Gli impianti divennero luoghi sicuri a misura di famiglie, con sradicamento totale del fenomeno degli hooligans; niente più barriere negli stadi ma posti a sedere e numerati con biglietti nominali e tessera del tifoso in grado di tracciare ogni singolo spettatore. Tolleranza zero con pene severe per i trasgressori ed ovviamente stadi di proprietà.

Un modello inglese di circa 40 anni fa che in Italia stenta a decollare. Una svolta epocale cui hanno fatto seguito le riforme più recenti legate al gioco stesso, non ultima quella del Var. Non in senso stretto con l’adozione della tecnologia, quanto per il perfezionamento della stessa.

La FA vara la Pro Ref: meritocrazia per gli arbitri

La FA, l’equivalente della Federcalcio italiana, proprio poche ore fa ha diramato un comunicato sui cambiamenti che riguarderanno il mondo arbitrale inglese. Una scelta volta a garantire gli standard più elevati possibile per quanto riguarda il calcio inglese, sia maschile che femminile.

Di fatto nasce la Pro Ref (Professional Gare Referees) che è semplicemente l’evoluzione de Professional Game Match Official (PGMO). Attraverso il programma ERDP (Elite Referee Development Plan), la Federcalcio inglese lavora per migliorare il supporto tecnico, la formazione e il monitoraggio delle prestazioni degli ufficiali di gara, operando in un ambiente orientato all’eccellenza.

Un programma che ha permesso la creazione di un percorso di sviluppo dinamico e moderno che continuerà a offrire opportunità a coloro che sono pronti ad arbitrare nei diversi livelli del calcio professionistico in modo da sviluppare sempre più la generazione di talenti arbitrali che saranno protagonisti nel calcio inglese.

Per quanto riguarda il calcio professionistico maschile, invece, i Select Group 1, Select Group 2 e la relativa Supplementary List saranno unificati in un unico nuovo “Professional Referee Group“, che dalla prossima stagione opererà principalmente tra Premier League e Championship. Una riorganizzazione in grado di premiare i direttori di gara che si distingueranno per talento e rendimento.

Arbitri in Italia: dal caso Rocchi al nuovo designatore

Rocchi, designatore arbitrale inchiesta arbitri Rocchi

Db Riyad (Arabia Saudita) 22/01/2024 – finale Supercoppa Italiana / Napoli-Inter / foto Daniele Buffa/Image Sport
nella foto: Gianluca Rocchi

Ed in Italia? Non più tardi di due mesi fa la Procura di Milano ha dato il via ad una vasta inchiesta per frode sportiva con cinque figure al momento indagate. Il designatore Gianluca Rocchi si è autosospeso, ex arbitri hanno presentato esposti e denunce atte a lamentare irregolarità e scarsa trasparenza nelle dismissioni con un sistema di punteggi sorprendente e Dino Tommasi che ha assunto la carica di designatore ad interim dell’Aia.

Il nuovo Dt dell’Aia Domenico Messina, operativo da domani, avrà il compito di nominare un designatore di A e B che dovrebbe essere, con ogni probabilità, Daniele Orsato. In tema di riforme, però, nemmeno l’ombra; al momento tutto tace, con ognuno impegnato a salvaguardare il suo orticello. E così, se in molti sperano che il neo eletto Giovanni Malagò come Presidente della Figc possa fare qualcosa, dall’altro lato cambiare tutto per non cambiare nulla sia il gioco preferito.