Bochini, l’idolo di Maradona: “Ho fatto un gol più bello del suo all’Inghilterra”
Maradona lo idolatrava. Quando giocò con lui nell'Argentina dell'86 disse che fu "come fare un uno-due con Dio". Al Paìs

Argentinian forward Diego Armando Maradona (3rd L) runs past English defender Terry Butcher (L) on his way to dribbling goalkeeper Peter Shilton (R) and scoring his second goal, or goal of the century, during the World Cup quarterfinal soccer match between Argentina and England on June 22, 1986 in Mexico City. Argentina advanced to the semifinals with a 2-1 victory. (Photo by AFP)
Essere l’idolo del più idolo di tutti, il Maradona di Maradona. L’uomo che il dio del pallone chiamava “dio”. Riconosciuto come tale e come tale venerato, per proprietà transitiva della leggenda. Ricardo Bochini, sei anni più del Pibe, oggi 72. Era il mito del mito. “Ero l’idolo d’infanzia di Maradona; veniva a vedermi giocare. Avevo sei anni più di lui”, racconta al Paìs. “Quando giocavo nell’Argentinos Juniors, disse a qualcuno che mi conosceva che voleva cenare con me. Una sera andammo a Buenos Aires, chiacchierammo di calcio per due o tre ore e mi chiese una maglia in regalo. Da quel momento in poi, parlò sempre benissimo di me ovunque. Ecco perché voleva giocare con me”.
Bochini era un grande regista, ha trascorso tutta la sua carriera all’Independiente: dal 1972 al ’92. Oggi – racconta il Paìs – segue la nazionale negli Stati Uniti con il suo camper. La gente lo ricorda ancora e fa la fila per farsi fotografare con lui.
Il dio del dio del calcio
“Entra maestro, ti stavamo aspettando”, gli disse Maradona quando entrò in campo negli ultimi minuti della semifinale dei Mondiali del 1986 tra Argentina e Belgio. “Quando vidi entrare Bochini”, raccontava Diego, “mi sentii in cima al mondo. La prima cosa che feci fu un uno-due con lui e in quel momento mi sembrò di giocare un uno-due con Dio”. Maradona aveva appena segnato il gol della “Mano di Dio” contro l’Inghilterra. Sono passati quaranta anni.

Bochini faceva parte di quella nazionale in Messico, ma giocò pochissimo perché aveva proprio Maradona davanti a sé nelle gerarchie: “Era impossibile prendere il suo posto. Avrei potuto giocare al suo fianco, avrei potuto giocare molto in alcune partite, ma in quella squadra c’erano ottimi giocatori. E prima c’erano solo quattro sostituti più il portiere in panchina, quindi era molto difficile”.
“Il mio gol è stato più bello del suo”
In ogni caso Bochini sostiene di aver segnato un gol ancora più bello di quello passato alla storia come il più bello di tutti, quello all’Inghilterra. “Era in una semifinale di Coppa Libertadores contro il Peñarol, nel 1976. Ho preso la palla a circa 30 metri dalla nostra porta e ho iniziato a fare questo, questo, questo, e quando il portiere è uscito, ho tirato verso il palo. Ho dribblato otto, nove giocatori, portiere compreso. Molto più bello di quello di Maradona. Chiedetelo a chiunque l’abbia visto, perché sono partito da più lontano, con più avversari. Maradona ne ha scavalcati due, poi tre o quattro, e ha battuto il portiere. Questo gol è arrivato con ancora più giocatori. Se fosse stato ripreso…”. Di quel gol non esiste un video completo dell’intera azione. Solo il finale. “La Conmebol lo sta cercando. Se lo trovano, lo dichiareranno il gol più bello nella storia della Copa Libertadores. Se ci fosse una registrazione, la trasmetterebbero in Tv in continuazione”,