Garcia: “Lukaku è una mia scommessa vinta, ma contro difensori al 100% non fa più la differenza”

Tanti alibi e dita puntate sui medici nell'intervista a L'Equipe. E sull'eliminazione Mondiale: "Perché Courtois non mi ha detto che poteva restare in campo?"

Garcia: “Lukaku è una mia scommessa vinta, ma contro difensori al 100% non fa più la differenza”

Ps Los Angeles (Stati Uniti) 21/06/2026 - Mondiali di Calcio 2026 / Belgio-Iran / foto Psnewz/Image Sport nella foto: Rudi Garcia

Rudy Garcia dice che sarebbe pure rimasto ct del Belgio, “per il bene dei giocatori” e “per comodità”. Ma che poi ci ha pensato e ha deciso di farsi cacciare. Ovviamente la sua lettura è diversa: è lui che se è andato dopo il Mondiale. Le storie dal dietro le quinte sono tutt’altre, e descrivono un ambientino niente male. Ma l’ex allenatore del Napoli – che nell’intervista a L’Equipe viene citato “tra le altre” squadre che lui ha allenato – rivende i quarti al Mondiale come una sua vittoria. Per il resto l’intervista è un capolavoro di alibi travestiti e dita puntate altrove.

“Lukaku non più decisivo contro difensori al 100%”

Tra i vari passaggi, ne dedica uno a Lukaku raccontato ormai come una grande giocatore quasi ex. Dice che è una scommessa vinta da lui: “L’ho preso per quello che rappresenta e per la sua qualità unica come goleador. È stato eccezionale come “super sub”, per il suo atteggiamento con la squadra e per la sua lucidità riguardo alla sua condizione. Avevo detto che era meglio per lui non partire titolare. La partita contro l’Iran (0-0 nella fase a gironi), che ha giocato titolare per necessità, mi ha dato ragione. Non fa la differenza contro difensori al 100%. Abbiamo appena perso Charles de Ketelaere. Bisogna giocare con un centravanti… Charles si è operato al ginocchio a febbraio. La mattina della partita, gli hanno drenato il ginocchio interessato. Lo avevamo appena nominato nuovo numero nove, vista la situazione di Romelu. L’intervento di drenaggio mi ha convinto a non correre rischi. Avrebbe dovuto essere disponibile. Nonostante tutto, siamo arrivati ​​ai quarti di finale, quasi ai supplementari. Siamo stati l’unica squadra a segnare contro la Spagna (1-2), una squadra più forte di noi. Possiamo essere orgogliosi. La nostra corsa rimarrà indimenticabile”.

“Volevo congedare al meglio le ultime leggende di questa squadra: Romelu Lukaku, Kevin De Bruyne, Thibaut Courtois. Missione compiuta. Finita la Coppa del Mondo, mi sono chiesto se avrei dovuto continuare o meno. C’erano circa due probabilità su dieci che rimanessi. Il rapporto tra i giocatori e lo staff tecnico era rimasto stabile. Per il loro bene, sarei stato felice di restare. Dopo averci riflettuto, ho capito che forse era anche una questione di comodità. Ma la comodità raramente è un buon consigliere. Non c’erano le condizioni giuste perché io continuassi”.

Lukaku

Colpa dei medici

Dice anche che tra le ragioni per restare avrebbe dovuto anche migliorare lo staff medico. Avremmo potuto fare meglio senza tutti i problemi di infortuni e malattie. Prendiamo ad esempio Jérémy Doku. Vincent ne era a conoscenza. Gli ho chiesto di occuparsene. Lo staff medico è composto da brave persone, competenti nel loro campo. Ma manca loro l’esperienza sul campo nei club professionistici. Avrebbero avuto un approccio e un giudizio diversi e avrebbero potuto attingere alla mia esperienza ai massimi livelli. O all’esperienza di Vincent Mannaert come direttore sportivo. Il mio unico rammarico è di aver giocato questo Mondiale senza il nostro miglior giocatore delle qualificazioni, Jérémy Doku, a causa di un errore medico. È andato al pronto soccorso nel cuore della notte. Se avesse fatto gli esami necessari una settimana prima, ci saremmo accorti del versamento pleurico. Abbiamo anche giocato un Mondiale con Romelu Lukaku non al 100%. È davvero tanto”.

“Perché Courtois non ha parlato prima?”

E riguardo alla dolora e ferale sostituzione di Courtois nei quarti di finale, che poi è di fatto costata l’eliminazione, dà la sua versione: “Thibaut si è seduto a terra. Ha chiesto il medico e il fisioterapista. Ha detto loro: “Non riesco più a fare lanci lunghi”. Ti chiedi se giocherai con un portiere infortunato che non può più mettere in pratica la tua strategia efficace per contrastare il pressing spagnolo. Romelu e Charles sfruttavano al meglio il 90% dei palloni diretti nella metà campo avversaria. Dovevamo giocare con un portiere infortunato? Se Thibaut avesse subito lo stesso secondo gol, cosa si sarebbe detto sul suo posto in squadra? Durante la pausa per bere, mi ha confermato l’infortunio. Con la sua personalità, se avesse davvero voluto restare, lo avrebbe detto chiaramente. Ho comunque fatto entrare il portiere del Manchester United (Senne Lammens)… Non un ragazzino di 16 anni che non aveva mai giocato a livello professionistico”.