Arrivano, giocano, li cacciano via: i giocatori iraniani protestano: “Siamo oppressi”
Ghalenoei, Taremi e Mohebbi: "Siamo stanchi, dopo la partita ci hanno rispediti in Messico. Fanno di tutto per ostacolarci". Infantino: "So cosa state passando"

An Iranian fan shows a scarf as he waits for his team outside the Marriott Hotel in Tijuana, Mexico, on June 9, 2026, ahead of the 2026 World Cup football tournament. (Photo by Guillermo Arias / AFP)
“La nostra squadra è la più oppressa di tutta la Coppa del Mondo”. L’Iran ha passato (con molte complicazioni) i controlli alla frontiera con il Messico, ha pareggiato 2-2 all’esordio contro la Nuova Zelanda, e poi è stato “cacciato” in fretta e furia. Il ct Amir Ghalenoei è stato chiarissimo. Gli si sono accodati i suoi uomini di punta, Mehdi Taremi e Mohammad Mohebbi. È cominciato così il Mondiale dell’Iran negli Stati Uniti, mentre Trump e il regime iraniano annunciavano un pre-accordo per sospendere la guerra.
“Per noi è tutto un disastro”
Taremi e Ghalenoei hanno detto che speravano di poter svolgere una sessione di recupero a Los Angeles, il giorno dopo la partita, e invece no: via, subito. “Ci hanno detto che dobbiamo andarcene immediatamente”, ha detto Ghalenoei. “Siamo davvero preoccupati. A dire il vero, non capiamo perché ci stiano rimandando indietro. Ci sembra molto strano. Sembra che siano altri a organizzare tutto per noi. Il nostro presidente non è qui, i nostri media non sono qui, molti membri del nostro team dirigenziale non sono qui. In realtà, per noi è tutto un disastro“.

People on motorbikes ride past a billboard supporting Iranís national football team in the upcoming 2026 World Cup, installed on a building at Enghelab Square in Tehran on May 18, 2026. Iran’s national football team was headed to Turkey on May 18 to play a final friendly match and apply for visas to fly to the United States for the 2026 World Cup, Iranian media reported. (Photo by AFP) /
Dopo la partita, Infantino ha visitato lo spogliatoio della squadra e ha riconosciuto alcune difficoltà: “So cosa state passando, lo capisco. Ma siete più forti di tutto e state inviando un messaggio forte al mondo intero”.
Nel suo discorso di apertura dei Mondiali a Città del Messico la scorsa settimana, Infantino aveva detto che avrebbe guidato un autobus da Teheran. Il personaggio è questo, si sa.
“Siamo stanchi”
Non è chiaro, scrive il New York Times, il motivo per cui la squadra sia stata costretta a rientrare al proprio campo base a Tijuana nella tarda serata di lunedì e nelle prime ore di martedì. Un funzionario della federazione iraniana ha dichiarato che è stata la Fifa a “richiedere che la nostra squadra tornasse a Tijuana immediatamente dopo la partita”.
“Ci stanchiamo”, ha detto Mohebbi. “Questo genere di cose, secondo me, è un po’ ingiusto”

Taremi ha detto che “Non è una cosa positiva per noi. Non è positiva per il calcio, perché in un Mondiale bisogna prepararsi bene per la partita successiva, perché è fonte di grande stress per i giocatori, lo staff e tutti quanti. Ma non abbiamo questo supporto e penso che la Fifa debba aiutarci di più. È una brutta situazione, e siamo stanchi di questa situazione, perché da due mesi, dal mese scorso, abbiamo molti problemiEd è davvero grave, e sta influenzando la nostra squadra.”
“Stanno rendendo la situazione sempre più difficile, creando sempre più ostacoli, ma noi non smetteremo di fare del nostro meglio”, ha detto Ghalenoei.