Zaniolo accusa Dossena: “Ha insultato i miei figli e Davis perché è nero”
Sull'episodio di razzismo nel finale di Cagliari-Udinese. Senza nominarlo, punta il dito contro Alberto Dossena: "Il collega non dovrebbe più calcare i campi di calcio"

Ar Udine 15/02/2026 - campionato di calcio serie A / Udinese-Sassuolo / foto Andrea Rigano/Image Sport nella foto: Nicolo’ Zaniolo
Nicolò Zaniolo è il primo calciatore dell’Udinese a mettere la faccia – e il nome – sulle accuse di razzismo dopo il finale rovente di Cagliari-Udinese 0-2. Lo ha fatto con una Instagram Story in cui, senza nominarlo direttamente, punta il dito contro Alberto Dossena, il difensore del Cagliari indicato dai giocatori friulani come l’autore degli insulti discriminatori a Keinan Davis.
“Il collega ha insultato i miei figli”
Le parole di Zaniolo sono nette: “Il collega – se si può definire tale – che oggi si è permesso di insultare i miei figli e insultare il mio compagno per il suo colore della pelle dovrebbe vergognarsi e non calcare più i campi di calcio”. Zaniolo, che ha figli di origine afrodiscendente, non parla solo da compagno di squadra. Parla da padre. E questo rende il suo intervento ancora più significativo, perché non si tratta di solidarietà generica: è rabbia personale.

Pisacane difende Dossena: “È una persona di valori”
Dall’altra parte, il tecnico del Cagliari Fabio Pisacane si è schierato con il suo giocatore: “Credo in questo ragazzo perché lo conosco da anni: è una persona di valori e non mi è mai passato per la mente che Alberto possa aver detto qualcosa del genere”. Una difesa convinta, ma che non affronta il punto centrale: non è in discussione la biografia di Dossena, ma ciò che è accaduto in quei minuti finali.
L’arbitro Dionisi, dal canto suo, ha compiuto un gesto significativo: aveva ammonito Davis per averlo afferrato per un braccio, poi ha revocato il cartellino giallo dopo aver capito che la reazione non era una protesta contro la direzione di gara ma la conseguenza di un insulto razzista percepito. Il capitano dell’Udinese Karlstrom ha confermato: “Sì, parole razziste. È incredibile che nel 2026 possano ancora accadere certe cose”.
Il caso è al Giudice Sportivo, ma il problema è culturale
Il fascicolo è ora nelle mani del Giudice Sportivo Gerardo Mastrandrea, che esaminerà i rapporti dei commissari di campo e degli osservatori FIGC. Bisognerà capire se l’episodio è stato inserito nel referto e con quale formulazione.
Ma la questione va oltre il singolo caso. Cagliari e il razzismo negli stadi è una storia che si ripete con regolarità imbarazzante. Davis era già stato bersaglio di insulti razzisti sui social dopo Genoa-Udinese nel marzo 2026. E la Unipol Domus ha una lunga lista di precedenti che nessuna multa e nessuna curva chiusa è mai riuscita a interrompere.
Zaniolo, per una volta, ha detto qualcosa che andava detto. E l’ha fatto a titolo personale, non con un comunicato stampa concordato. Resta da capire se il calcio italiano, oltre a indignarsi per ventiquattr’ore, sarà capace stavolta di fare qualcosa.