Sinner-Zverev el clasico di primavera, l’ultima volta Jannik gli ha lasciato solo le briciole

Dal Paìs. "Di solito se non è Sinner, è Carlos Alcaraz, e se non è Alcaraz, è Sinner. Questo è il succo della questione." Oggi c'è Zverev che però già ammette: "Qualunque cosa accada, sono contento del mio torneo"

Sinner-Zverev el clasico di primavera, l’ultima volta Jannik gli ha lasciato solo le briciole

Italy's Jannik Sinner reacts after a point against Canada's Felix Auger-Aliassime during the Monte Carlo ATP Masters Series Tournament quarter final tennis match on Court Rainier III at the Monte-Carlo Country Club in Roquebrune-Cap-Martin, south-eastern France on April 10, 2026. Thibaud MORITZ / AFP

Tra Jannik Sinner e Alexander Zverev il bilancio complessivo è 9-4 per l’italiano. Sulla terra rossa il discorso è ancora più interessante. Non è storicamente la superficie naturale di Sinner, eppure negli ultimi incroci anche lì il controllo è stato suo. Zverev, che sulla terra è cresciuto (due titoli a Madrid, una finale, vittorie contro gente come Thiem e Berrettini), oggi si ritrova a inseguire proprio nel suo habitat teorico. Poi c’è il contesto, che è tutto. L’assenza di Carlos Alcaraz cambia completamente la percezione del torneo. Senza lo spagnolo, Zverev avrebbe dovuto trovare un’autostrada. Invece si ritrova comunque davanti Sinner, cioè il problema più grande possibile.

Sinner non perde da metà febbraio, ha infilato una striscia di oltre 20 vittorie consecutive, ha vinto Indian Wells, Miami e Montecarlo, ed è in corsa per un quinto titolo 1000 consecutivo, cosa mai riuscita a nessuno. Proprio a Montecarlo l’ultima sfida in finale, stravinta da Sinner 6-1 6-4.

Poi c’è la classifica, che è quasi comica se la guardi con un minimo di malizia. Sinner è numero 1, Zverev numero 3, ma il distacco non è da “uno contro uno”. C’è meno distacco tra Zverev e un esordiente che tra Zverev e il primo posto, a livello di punti. L’impressione è che Zverev possa vincere solo se rompe il ritmo, se sporca la partita, se la porta fuori dal controllo geometrico dell’italiano.

Sinner e Zverev è il “clasico” del 2026 (solo perché non c’è Alcaraz)

Il quotidiano spagnolo spiega (o auspica) che, con l’assenza di Carlos Alcaraz la sfida tra Jannik Sinner e Alexander Zverev è diventata una sorta di classico di questa stagione. L’alto-atesino ha vinto nove dei tredici precedenti e, soprattutto, tutti gli ultimi otto dal 2024, segno di un dominio che va oltre la semplice contingenza.

El País riporta anche le parole dello stesso Zverev, consapevole della difficoltà della sfida: “È il numero uno e non ha perso una partita dall’inizio di febbraio. Penso che in questo momento sia senza dubbio il miglior giocatore al mondo. Devo giocare un tennis davvero ottimo per avere qualche possibilità. So di esserne capace e darò il massimo domenica. Quando giochi contro di lui, è diverso. Qualunque cosa accada, sarà stato un grande torneo per me”.

Il giornale insiste molto sulla qualità del tennis espresso da Sinner, descrivendolo come qualcosa di quasi perfetto: armonia, precisione, pulizia nei colpi. Arrivato a Madrid con qualche dubbio legato alle condizioni del torneo, dopo cinque partite di adattamento ha trovato il suo equilibrio, conquistando la quarta finale consecutiva e la prima nella capitale spagnola. L’assenza dello spagnolo rafforza ulteriormente la centralità dell’italiano.

Con questa finale, Sinner completerà la partecipazione a tutti i Masters 1000, un traguardo raggiunto prima di lui soltanto da Roger Federer, Rafael Nadal e Novak Djokovic. Dall’altra parte, però, c’è uno Zverev che, pur partendo sfavorito, resta un avversario esperto e con un ottimo passato a Madrid: due titoli (2018 e 2021) e una finale nel 2022.

Il Napolista è un giornale on-line di opinione, nato nel 2010, che si occupa prevalentemente di calcio e di analizzare quel che avviene dentro e soprattutto attorno al Napoli.

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