La deludente Champions ha ferito più Conte che il Napoli
Scrive la Gazza che due sono i crucci di Conte: la Champions e le difficoltà della squadra a creare occasioni da gol

Napoli 01/10/2025 - Champions League / Napoli-Sporting Lisbona / foto Image Sport nella foto: esultanza gol Rasmus Hojlund
La pessima Champions resta la macchia indelebile sulla stagione del Napoli, sulla seconda stagione azzurra di Antonio Conte. Arrivare trentesimi nel girone su trentasei è un’onta, una figuraccia che resta lì e non va via. Il Napoli aveva tutte le possibilità per passare il turno. Basti ricordare la partita di Copenaghen: con un gol di vantaggio e un uomo in più, gli azzurri si fecero rimontare e persero l’accesso agli spareggi. Ma non fu l’unica serata ingloriosa. Il 6-2 subito in casa del Psv Eindhoven, peraltro dopo essere andati in vantaggio. Lo 0-0 casalingo contro l’Eintracht Francoforte. Ma anche la mediocre prestazione nella sconfitta in casa del Benfica. Di questa Champions non si salva praticamente niente. All’ultima partita la squadra non fu nemmeno capace di mantenere il vantaggio sul Chelsea che poi si è rivelato ben lontano dalla corazzata di un tempo.
Insomma il Napoli l’ha buttata ed è naturale che sarà un capitolo sostanzioso dell’incontro che ci sarà tra Conte e De Laurentiis in caso di vittoria a Pisa e quindi di raggiunta qualificazione in Champions. Anche se adesso il barometro segna permanenza di Conte. Per otto milioni di motivi. Netti peraltro.

Il cruccio di Conte è la difficoltà a creare occasioni da gol
La Gazzetta dello Sport scrive che Conte ne è consapevole. I suoi crucci sono la Champions e le difficoltà della squadra a costruire occasioni da gol.
Ne scrive Vincenzo D’Angelo:
De Laurentiis aspetta il verdetto del campo, non può fare altrimenti. Perché nella programmazione futura è troppo importante il piazzamento Champions. Poi, qualora la missione andasse in porto, Aurelio e Antonio – nei prossimi giorni – potrebbero vedersi per capire se i loro obiettivi sono ancora gli stessi. Il deludente cammino in Champions ha ferito più Conte che il Napoli, perché Antonio era il primo a desiderare un altro tipo di percorso. Così come sta soffrendo oggi a vedere le difficoltà della sua squadra a creare occasioni da gol. Ci ha lavorato e ci lavorerà, perché poi sul
campo nulla viene mai lasciato al caso. Ma il tempo degli esperimenti è finito da un po’.