In Inghilterra l’addio alle figurine Panini dei Mondiali l’hanno presa malissimo
Dal 2034 passano a Fanatics e saranno digitali. Il Telegraph: "il calcio non è più quello di una volta, i suoi ritmi e i suoi significati naturali sono sotto attacco"

Mg Milano 12/01/2023 - presentazione nuova collezione figurine Panini / foto Matteo Gribaudi/Image Sport nella foto: Ciro Ferrara
La fine di un’era. Niente figurine Panini ai Mondiali. Quello del 2030 sarà l’ultimo. Anche all’estero – forse soprattutto all’estero – l’hanno presa malissimo. Il Telegraph per esempio ne fa proprio un coccodrillo, di quelle “file di figurine, alcune decorate con cornici brillanti, incollate metodicamente in un album consunto”. A riprova “che il calcio non è più quello di una volta, che i suoi ritmi e i suoi significati naturali sono sotto attacco”.
Che magnifica nostalgia
Perché “le Panini sono state un’ossessione quadriennale” per molte generazioni dal 1970, quando il primo album fu pubblicato per celebrare il torneo in Messico (anche se allora bisognava applicare la colla sul retro di ogni figurina, perché l’autoadesivo non era ancora stato inventato. Era una sorta di preparazione spirituale.
“Nelle settimane precedenti, mentre incollavamo le loro immagini sugli album, imparavamo a conoscere giocatori della Corea del Nord, della Costa d’Avorio e del Paraguay. Capivamo chi avrebbe affrontato l’Inghilterra osservando i loro sorrisi forzati”.
Ormai completare l’album costa quanto uno scooter
Certo, era e resta un’operazione commerciale, un modo decisamente intelligente di monetizzare l’ossessione infantile, ammette il Telegraph. Per dire: in Gran Bretagna quest’anno un pacchetto da otto bustine, con sei figurine ciascuna, costa 19,99 sterline. Nel 1970, per completare la raccolta servivano 250 figurine. Quest’anno sono 980. Il costo per finire l’album supera ormai le 600 sterline.
“Ma non è questo il punto”, insiste il Telegraph. “Pochissimi completavano davvero l’album. Rarissimi collezionisti Panini hanno potuto poi mettere all’asta il proprio lavoro finito. Piuttosto, ciò che la passione per la raccolta creava era una vera cultura dello scambio. Nei cortili delle scuole, nelle settimane successive, si animavano gruppi di ragazzi intenti a sfogliare le collezioni per vedere cosa poter scambiare”.
“Era anche questo che faceva venire voglia di restare svegli tutta la notte per guardare le partite. Perciò, naturalmente, i vertici dell’organizzazione hanno deciso che non accadrà più. Annusando la possibilità di guadagnare di più dai collezionabili digitali, dal 2034 tutto il sistema sarà trasferito online, con una società chiamata Fanatics che creerà un nuovo metodo. Gianni Infantino, un uomo apparentemente programmato per prendere la decisione sbagliata su ogni cosa, descrive il nuovo sistema come “un’importante nuova fonte di ricavi”.