Il Napoli ricorda il “nun voglio fa’ niente” descritto da Libero Bovio
Squadra da “sfastirio”. Sembra cotta e senza motivazioni, Conte responsabile. Napoli e Milan fanno a gara a chi deve restare fuori dalla Champions.

Dc Napoli 11/05/2026 - campionato di calcio serie A / Napoli-Bologna / foto Domenico Cippitelli/Image Sport nella foto: Antonio Conte
FALLI DA DIETRO (rubrica nata nel 2008. Le rubriche omonime nate successivamente sono imitazioni)
COMMENTO ALLA 36° GIORNATA DEL CAMPIONATO 2025-26
Che brutta sconfitta.
Recuperare due gol e poi perderla.
È come perdere due volte.
Solito primo tempo della vergogna.
Squadra presa da “gàgnera” breriana.
Il nostrano “sfastirio”.
Il “nun voglio fa’ niente” descritto da Libero Bovio.
Incurante degli svolazzi della Miranda e della Bernarda indisturbati sulla sinistra.
C’è anche il rigore che è tutto da ridere.
Perché dinamiche simili altrove non sono state punite.
Tuttavia nei primi minuti della ripresa pare che la voglia di fare sia ritornato.
Il Capitano si fa perdonare la leggerezza sul rigore.
Alisson, il più motivato di tutti, raggiunge il pari.
Tutto sembra preludere al vantaggio.
Ma è un’illusione.
La squadra d’improvviso spegne la luce.
Chiude i battenti.
Di nuovo la noia dei passaggi orizzontali.
Nessun proposito offensivo.
Anzi.

Spinazzola si gode da vicino la Rowesciata
Il Feroce Salentino decide cambi conservativi.
Spiegabili solo perché ha intuito il crollo fisico.
Dentro addirittura Mazzocchi. Mazzocchi, dico, ala destra.
Dentro Spinazza.
Giusto per fargli godere da vicino, senza disturbare, la Rowesciata della disfatta.
È tutta colpa sua, del Feroce Salentino.
Che non ha saputo trasmettere la giusta motivazione ai suoi.
E senza motivazioni non si vince.
Ma il disastro è anche fisico.
E qui torna di moda l’argomento dell’anno.
La preparazione fallimentare.
Infortuni infiniti, e poi a maggio squadra cotta.
Sarà il tema principale su cui ruoterà la riconferma o no del mister.
La vista ai cecati.
Il tesoro d’Europa fa miracoli e risveglia anche lo stanco e mediocre calcio italiano.
Milan scoppiato, fa a gara col Napoli
Napoli e Milan fanno a gara a chi deve restare fuori dalla Champions.
A San Siro, Diavoli scoppiati letteralmente.
La reazione che porta ai due gol di sconto nei minuti finali è quasi aneddotica, rispetto allo sviluppo della partita.
Insomma di squadre scarse quest’anno ne ho viste, ma come il Milan nessuno.

A Parma i Sangue Oro sono sotto al minuto 87.
Poi l’imprevedibilità del calcio.
E la fortuna di affidarsi al Malen.
Vince la Vecchia grazie al goal, dopo 12 secondi, di quella faccia di cazzo del Serbo, come amorevolmente lo ha battezzato pubblicamente Fra Cipolla.
Vince in extremis il Como, pur apparendo alla frutta.
Contro un Verona vivacissimo.
Si vede che Giulietta, una volta centrato l’obiettivo, gioca con maggiore serenità.
Un dettaglio che sta passando sotto silenzio.
Quest’anno vietato dare rigore al Como.
In una azione iconica al Bentegodi ci sono due tocchi di mano e un placcaggio di Diego Carlos. Perdòno.
A proposito, come è andata a finire poi la storia di Arbitropoli?