Hasenhuttl prese l’hantavirus spazzando la terrazza: “Pensavo di morire, non esiste cura”

L'allenatore austriaco, ex tecnico di Lipsia e Southampton, ha raccontato la sua esperienza con lo stesso virus che ha ucciso tre persone sulla nave da crociera Hondius. Lo prese nel 2012 in un modo banale: pulendo la terrazza di casa senza mascherina.

Hasenhuttl prese l’hantavirus spazzando la terrazza: “Pensavo di morire, non esiste cura”

26 April 2025, Lower Saxony, Wolfsburg: Soccer: Bundesliga, VfL Wolfsburg - SC Freiburg, Matchday 31, Volkswagen Arena. Wolfsburg coach Ralph Hasenhüttl is in the stadium before the game. Photo: Swen Pförtner/dpa - IMPORTANT NOTE: In accordance with the regulations of the DFL German Football League and the DFB German Football Association, it is prohibited to utilize or have utilized photographs taken in the stadium and/or of the match in the form of sequential images and/or video-like photo series. (Photo by Swen Pförtner / DPA / dpa Picture-Alliance via AFP)

Ralph Hasenhuttl prese l’hantavirus spazzando la terrazza di casa. Senza mascherina, senza pensarci, come fa chiunque nel fine settimana. Inalò polvere contaminata da escrementi di topi e nel giro di due settimane si ritrovò in terapia intensiva con il fegato e i reni gonfi, il cuore impazzito e i medici che gli dicevano: non c’è cura, devi solo sperare che il tuo corpo produca gli anticorpi. Aveva 45 anni, era un allenatore nel pieno della carriera dopo aver portato l’Aalen in 2.Bundesliga, e pensava di morire per aver fatto le pulizie.

La sua storia è tornata drammaticamente attuale dopo il focolaio di hantavirus sulla nave da crociera Hondius, dove tre persone sono morte e altre sono ricoverate in gravi condizioni. Lo stesso virus, lo stesso terrore, la stessa assenza di una cura.

Hasenhuttl e l’hantavirus: come lo prese spazzando casa

Era l’estate del 2012. Hasenhuttl stava preparando la nuova stagione con l’Aalen, appena promosso in seconda divisione tedesca. Un giorno, prima di un giro in mountain bike, spazzò la terrazza di casa senza protezioni. “Stavo pulendo la terrazza senza mascherina e credo di aver inalato la polvere”,  ha raccontato al Mirror. “Ci vogliono circa due o tre settimane prima che l’infezione si manifesti e compaiano i sintomi”.

L’hantavirus si trasmette esattamente così: inalando polvere contaminata da escrementi, urina o saliva di roditori infetti. Basta pulire una cantina, una soffitta, un terrazzo dove i topi hanno lasciato tracce invisibili. Il virus si aerosolizza e viene inalato. Non serve un contatto diretto con l’animale.

“Un ago in testa e un coltello nella schiena”: i sintomi dell’hantavirus

All’inizio Hasenhuttl pensava fosse stanchezza da allenamento. Poi, nel giro di ore, la situazione precipitò. “Sono andato a letto ed è stato allora che è iniziato il mal di testa. Sentivo come se avessi un ago in testa. Poi ho iniziato ad avvertire un forte mal di schiena. Era come se avessi un coltello nella schiena”.

La causa era terrificante: il fegato e i reni si stavano gonfiando così rapidamente da premere contro gli altri organi, senza avere spazio per espandersi. Il corpo stava letteralmente combattendo contro se stesso.

Due settimane in terapia intensiva: «Non c’è cura, devi solo sperare»

Hasenhuttl fu ricoverato d’urgenza e trascorse due settimane in terapia intensiva. Il cuore batteva così forte da svegliarlo di notte: “Il battito cardiaco era così intenso che mi svegliavo, sentivo un tonfo nel petto”. I medici furono chiari: per l’hantavirus non esiste cura. “Bisogna aspettare che il corpo produca anticorpi e poi sperare di sopravvivere. Non restava che aspettare”.

Pensieri bui si alternavano alla voglia di lottare: “Cercavo di allontanare i pensieri negativi perché mi sentivo giovane, sano e forte. Pensavo: perché dovrei morire per un virus?”. Ma la paura c’era, concreta, reale. Non solo per la vita: anche per la carriera, per il lavoro che rischiava di perdere proprio nel momento migliore.

Il focolaio sulla nave Hondius: tre morti per lo stesso virus

La storia di Hasenhuttl è tornata d’attualità a causa del focolaio scoppiato sulla nave da crociera MV Hondius. Tre persone sono morte, tra cui una coppia olandese di 69 e 70 anni che aveva contratto il virus durante un’escursione di birdwatching in una discarica in Sudamerica. Un cittadino britannico è ricoverato in terapia intensiva a Johannesburg. Il ceppo identificato è il virus Andes, una variante particolarmente aggressiva diffusa nelle Americhe, con un tasso di mortalità che può superare il 40%.

L’OMS ha avviato un’indagine e ha classificato il rischio per la popolazione generale come basso, ma il caso ha riportato l’hantavirus al centro dell’attenzione mediatica mondiale.

Hasenhuttl, da giocatore ad allenatore: la carriera dello «Special One austriaco»

Ralph Hasenhuttl, nato a Graz nel 1967, è stato attaccante con GAK, Austria Vienna (tre titoli austriaci consecutivi) e Austria Salisburgo prima di passare alla panchina. La svolta arrivò con l’Aalen, portato dalla terza alla seconda divisione tedesca. Dopo l’hantavirus e la guarigione, la carriera riprese e lo portò al Lipsia, dove conquistò una storica qualificazione in Champions League nel 2017, venendo soprannominato il «Klopp alpino» per il suo pressing asfissiante.

Poi il Southampton in Premier League dal 2018 al 2022, con il celebre 9-0 subito dal Leicester (la peggior sconfitta nella storia della Premier) ma anche vittorie prestigiose contro Liverpool e Tottenham. L’ultima panchina è stata il Wolfsburg, da cui è stato esonerato nell’estate 2025.

Il messaggio di Hasenhuttl: “Usate la mascherina quando pulite”

Da quel giorno del 2012, Hasenhuttl non pulisce più nessun ambiente senza mascherina. Il suo messaggio è semplice e diretto: prestare la massima attenzione durante la pulizia di terrazze, cantine, soffitte, garage, qualsiasi area dove i roditori possono aver lasciato tracce. Basta una mascherina FFP2 per evitare l’inalazione di polvere contaminata.

Un gesto banale, cinque minuti di pulizia, e un allenatore di calcio rischiò di morire. L’hantavirus non ha bisogno di una nave da crociera per colpire: basta una terrazza sporca e un po’ di distrazione.

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