De Zerbi e il monologo da brividi prima di Aston Villa: “I perdenti piangono. Noi dobbiamo morire in campo”

Roberto De Zerbi ha aperto la conferenza stampa alla vigilia di Aston Villa-Tottenham con un monologo di quattro minuti in cui ha chiesto a squadra, staff e tifosi di smettere di pensare negativo. Il Tottenham è 18° in Premier League con 34 punti, due in meno del West Ham, quattro partite alla fine. De Zerbi, terzo allenatore della stagione dopo Frank e Tudor, è arrivato a fine marzo proprio per provare a evitare la prima retrocessione degli Spurs dal 1977.

De Zerbi Tottenham retrocessione

Marseille’s Italian head coach Roberto De Zerbi gestures during the French L1 football match between Metz and Olympique de Marseille (OM) at the Stade Saint-Symphorien in Metz, eastern France on October 4, 2025. (Photo by Jean-Christophe VERHAEGEN / AFP)

Perché De Zerbi è al Tottenham?

Perché il Tottenham è nel momento più buio della sua storia recente e ha scelto lui per provare a salvarsi. Roberto De Zerbi è arrivato il 31 marzo 2026, terzo allenatore della stagione dopo Thomas Frank (esonerato a febbraio con la squadra al 16° posto, dopo una sconfitta casalinga col Newcastle) e Igor Tudor (durato 44 giorni, sette partite, una sola vittoria). Un contratto quinquennale da 14 milioni a stagione — il secondo allenatore più pagato della Premier dopo Guardiola — per salvare una squadra che era a un punto dalla zona retrocessione.

Il Tottenham si è giocato la carta De Zerbi perché cercava un allenatore che fosse l’opposto della noia: costruzione dal basso, amore per il rischio, attacchi rapidi. Quello che il Times ha definito l’incarnazione del motto degli Spurs, “To Dare Is To Do”. Dopo il pragmatismo di Frank e il minimalismo di Tudor, serviva qualcuno che ridesse un’identità alla squadra. L’Athletic scrisse che con De Zerbi il Tottenham avrebbe ritrovato un’idea di gioco.

L’esordio, però, è stato amaro: sconfitta a Sunderland, con De Zerbi che al gol avversario è rimasto immobile, le mani in tasca, a fissare il campo. In quell’istante, ha scritto il Guardian, “forse ha compreso l’enormità del compito”.

Cosa ha detto De Zerbi prima di Aston Villa?

Un monologo di quattro minuti, senza domande, all’inizio della conferenza stampa. De Zerbi ha parlato con un tono che non ammette replica: “La sfida più importante ora è mettere a tacere la voce dentro di noi, dentro i giocatori, dentro lo staff e i tifosi. Questa voce genera pensieri negativi e dice che siamo sfortunati, che abbiamo troppi infortuni”.

Ha elencato tutto quello che, secondo lui, alimenta la spirale negativa: lo staff medico non all’altezza, il campo dello stadio non buono, il centro di allenamento inadeguato, l’impossibilità di vincere due partite di fila. “Penso che siano tutte sciocchezze. È come se stessimo tutti piangendo e fossimo già retrocessi. No, non ancora. Dobbiamo morire in campo”.

La frase più netta: “I perdenti piangono, pensano in modo negativo. Non voglio che le persone a me vicine piangano o pensino diversamente da me”. È lo stesso De Zerbi che al Telegraph aveva detto “sono nato ultrà, non posso lavorare con chi non ha la mia stessa passione”.

Quali giocatori ha perso il Tottenham?

La lista è impressionante. Xavi Simons, che nelle ultime partite era diventato il giocatore più importante della squadra, si è rotto il crociato contro il Wolverhampton: stagione finita. Dominic Solanke è uscito nella stessa partita per un infortunio al bicipite femorale. Il portiere Guglielmo Vicario non sarà disponibile contro l’Aston Villa.

Tra gli assenti di lunga data: Ben Davies, Mohammed Kudus, Dejan Kulusevski, Wilson Odobert, Cristian Romero. De Zerbi ha affrontato la questione di petto: “Se Simons e Solanke si infortunano possiamo giocare con Kolo Muani, Tel, Richarlison. Sono giocatori diversi ma molto bravi. Non ho molto tempo per sentire queste lamentele”.

L’unica notizia positiva è il possibile rientro di James Maddison, fuori tutta la stagione per un infortunio al crociato. È stato in panchina nelle ultime due partite. De Zerbi lo considera decisivo: “È un giocatore speciale. Credo che possa essere importante nelle prossime tre partite”.

Cosa deve fare il Tottenham per salvarsi?

Quattro partite: Aston Villa in trasferta domenica, poi Leeds, Chelsea ed Everton. Il West Ham, 17° con 36 punti, è due punti sopra. Wolverhampton e Burnley sono già retrocessi, quindi resta un solo posto da evitare.

De Zerbi non vuole sentir parlare di miracoli: “Se il Tottenham vincesse a Villa Park non sarebbe un miracolo. Abbiamo la qualità per vincere. Dobbiamo essere positivi”. Il calendario, però, è duro: l’Aston Villa è quinto, il Chelsea lotta per l’Europa.

La stagione del Tottenham è stata una scommessa continua che rischia di trasformarsi in caos. Tre allenatori, una rosa decimata dagli infortuni, una classifica da incubo. L’ultima retrocessione degli Spurs dalla massima serie risale al 1977. Il futuro sembra cupo, qualunque approccio De Zerbi decida di adottare, ha scritto la stampa inglese. Lui risponde con il suo monologo: “Siamo abbastanza forti per salvarci. Il modo che conosco è lavorare sodo, dare il massimo, avere fiducia nei giocatori e rimanere realisti”.

Il Napolista è un giornale on-line di opinione, nato nel 2010, che si occupa prevalentemente di calcio e di analizzare quel che avviene dentro e soprattutto attorno al Napoli.

ilnapolista.it © Riproduzione riservata