Le squadre di Premier giocano troppo, Psg e Bayern decisamente meno

Secondo il Guardian ha ragione Arteta. "Per offrire una qualità così elevata bisogna essere in ottima forma e la differenza tra i campionati e il modo in cui competono è abissale"

Le squadre di Premier giocano troppo, Psg e Bayern decisamente meno

Arsenal's Spanish manager Mikel Arteta gestures during the English Premier League football match between Manchester City and Arsenal at the Etihad Stadium in Manchester, north west England, on April 19, 2026. Darren Staples / AFP

Arteta, allenatore dell’Arsenal, ha commentato così la partita tra Bayern e Psg (finita 5-4 ndr): “Bayern-Psg è probabilmente la migliore partita a cui abbia mai assistito per la qualità delle due squadre e soprattutto per la qualità individuale mostrata dai giocatori, non ho mai visto niente del genere. Per offrire una qualità così elevata bisogna essere in ottima forma e la differenza tra i campionati e il modo in cui competono è abissale”.

Paradossalmente è stata una partita divisiva. Spettacolarizzante, un po’ un calcio all’Nba per intenderci con zero difesa e molto attacco. Si potrebbero fare tanti discorsi e ragionamenti. Un attacco forte batte sempre una difesa forte? Probabilmente la tecnica individuale nel calcio a questi livelli fa troppo la differenza (pensare allo stop senza senso di Luis Diaz sul 5-3 ndr). Lascia però pensare che in Atletico-Arsenal ci siano stati più tiri in porta eppure sia finita solo 1-1. L’allenatore dell’Arsenal ne fa una questione di forma fisica, come spiega anche il Guardian, paragonando il livello della Premier League (che per noi italiani è già irraggiungibile) alle 3-4 grandi squadre d’Europa. E si ritorna al paradosso. C’è chi – come Simeone – dice che Psg-Bayern avrebbe preferito vincerla 1-0 che 5-4. Mai risponderebbe così un tifoso neutrale. Ma un allenatore può essere contento di aver preso 4 gol anche se ne ha fatti 5?

La Premier è inferiore o – o lo può diventare – rispetto alle rivali europee. Il punto di Arteta

Il Guardian scrive che secondo l’allenatore dell’Arsenal il punto non è una presunta inferiorità tecnica del calcio inglese ma il contesto in cui le squadre arrivano alle partite decisive. Bayern Monaco e Paris Saint-Germain hanno potuto presentarsi a quell’appuntamento con giocatori più freschi, più integri e meno logorati da un campionato interno feroce come quello inglese.

Il quotidiano sottolinea che l’Arsenal si trova in una fase cruciale della propria stagione, ancora impegnato su più fronti e alle prese con diversi problemi fisici. La squadra di Arteta può aumentare la pressione sul Manchester City battendo il Fulham e portandosi provvisoriamente a sei punti di vantaggio, anche se la squadra di Guardiola avrebbe poi due partite in meno. Ma quella contro il Fulham è incastrata tra le due semifinali di Champions League contro l’Atlético Madrid, con il ritorno ancora da giocare dopo l’1-1 dell’andata. In questo quadro, ogni assenza pesa: Kai Havertz e Timber sono già alle prese con problemi al ginocchio, mentre anche Ødegaard è in dubbio.

Il punto centrale del discorso di Arteta è la disponibilità dei giocatori. Quando parla delle lezioni imparate nelle precedenti corse al titolo, l’allenatore dell’Arsenal riduce tutto a un concetto molto semplice: avere tutti i calciatori disponibili e al massimo della condizione (Conte ne saprebbe qualcosa ndr). Per lui è questo a fare la differenza nei momenti in cui si decide la storia di un club.

Il Napolista è un giornale on-line di opinione, nato nel 2010, che si occupa prevalentemente di calcio e di analizzare quel che avviene dentro e soprattutto attorno al Napoli.

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