L’Inter senza Lautaro ha una media di 1,6 punti a partita
Con Lautaro in campo 2,5 punti a partita e 2,5 gol a partita, con una percentuale di vittorie mostruosa dell'81% (21 successi su 26 gare). Senza di lui, si spegne la luce. Conte sente l'odore del sangue.

Db Milano 14/02/2026 - campionato di calcio serie A / Inter-Juventus / foto Daniele Buffa/Image Sport nella foto: Cristian Chivu
Lautaro Martinez si è fermato di nuovo. Il maledetto soleo della gamba sinistra, lo stesso muscolo che lo aveva tenuto fuori un mese e mezzo dopo i playoff di Champions a Bodo, ha ceduto ancora.Uno stop stimato di 15-20 giorni che gli farà saltare il doppio confronto col Como (campionato e semifinale di Coppa Italia) e il Cagliari, con rientro sperato contro il Torino.
Ma al di là del bollettino medico, a Milano è suonato un vero e proprio allarme rosso. Perché i numeri parlano chiaro: l’Inter di Chivu è affetta da una grave “Lautarodipendenza”, e il Napoli di Antonio Conte sente l’odore del sangue.
Come ha ricordato proprio Di Canio ai microfoni del Corriere della Sera, parlando della corsa al vertice: “L’Inter si è già suicidata due volte. Da cinque anni avrebbe dovuto fare quello che la Juve ha fatto per nove stagioni”. E questo ennesimo infortunio rischia di essere il terzo, fatale, suicidio.
Inter dimezzata senza Lautaro
Cosa succede quando il capitano argentino non c’è? I dati della stagione 2025/26 delineano i contorni di un vero e proprio psicodramma sportivo.In Serie A, la presenza del “Toro” garantisce a Chivu una marcia da schiacciasassi: 2,5 punti a partita e 2,5 gol a partita, con una percentuale di vittorie mostruosa dell’81% (21 successi su 26 gare). Senza di lui, si spegne la luce. Nelle 5 partite di campionato già saltate per il primo infortunio al soleo (che hanno fruttato le sofferte vittorie con Lecce e Genoa, le frenate con Atalanta e Fiorentina e la sanguinosa sconfitta nel derby col Milan per 1-0), la media punti è crollata a 1,6 a gara, e i gol si sono dimezzati a 1,2. La percentuale di vittorie? Precipitata al 40% (2 su 5).Il crollo non è solo nei risultati, ma nella produzione offensiva (dati Dazn):
- Tiri tentati: da 18.2 a 15.6 a partita.
- Tiri in porta: da 6.5 a 4.8.
- Occasioni create: da 13.7 a 11.4.
Paradossalmente, gli Expected Goals (xG) cambiano di pochissimo (da 2.2 a 2.1), a dimostrazione che l’Inter arriva comunque a tirare, ma senza Lautaro manca clamorosamente il cinismo per buttarla dentro.
La solitudine di Marcus Thuram
La crisi d’astinenza colpisce soprattutto l’altra metà dell’attacco. Marcus Thuram sta disputando una buona stagione (13 gol e 7 assist finora in tutte le competizioni, di cui 2 reti in Champions segnate proprio senza l’argentino contro l’Ajax), ma è il primo ad ammettere la sua sudditanza psicologica e tattica verso il compagno di reparto.
Nella sera del rientro contro la Roma, finita in goleada 5-2 con doppietta dell’argentino, Thuram ha messo a referto un gol e due assist. Quando c’è Lautaro, il francese si esalta. Quando manca, il peso dell’intero attacco lo schiaccia.
Conte e l’ombra del Napoli
In questo scenario di totale precarietà nerazzurra, si staglia l’ombra di Antonio Conte. L’allenatore leccese sa perfettamente come gestire le volate finali e come massimizzare i passaggi a vuoto degli avversari. Mentre l’Inter balbetta, perde certezze e deve ridisegnare l’attacco contro Como e Cagliari (incrociando le dita sulla tenuta difensiva, con Bastoni incerottato e Bisseck out), il Napoli ha l’occasione d’oro per azzannare il campionato.
Se la prima assenza di Lautaro aveva già mostrato le crepe nel sistema di Chivu, questa ricaduta potrebbe essere il colpo di grazia. L’Inter è chiamata a dimostrare di non essere solo “Lautaro-centrica”, ma la storia recente (e i numeri) dicono esattamente il contrario. E Conte, da vecchio predatore, è già appostato.











