Italiano: “In Italia c’è troppa fretta di ottenere risultati. È un tratto della nostra cultura, ma dovrebbe essere cambiato”
In conferenza stampa: "L’anno scorso, dopo appena 6-7 partite, già si parlava di “Italiano out”, e poi abbiamo finito per vincere la Coppa Italia. L’impazienza ti porta a perdere le partite"

Mf Torino 15/02/2026 - campionato di calcio serie A / Torino-Bologna / foto Michele Finessi/Image Sport nella foto: Vincenzo Italiano
Intervenuto in conferenza stampa, Vincenzo Italiano ha avuto modo anche di dire la sua sui problemi del calcio nostrano. Ecco le sue parole.
Le parole di Italiano
Accetterebbe di guidare l’Italia o sarebbe un compito troppo arduo?
“Chi riuscirà a riportare l’Italia al Mondiale sarà visto come un vero salvatore della patria. Sarà una missione complessa e impegnativa, ma arriverà il momento in cui la Nazionale tornerà a giocare questa competizione. L’ha vinta quattro volte e, con la qualità dei giocatori a disposizione, non può restarne fuori.
Cosa non funziona? C’è troppa fretta e un’eccessiva voglia di ottenere subito risultati, e questo finisce per generare anche sconfitte immeritate. Impazienza in ogni ambito: nella crescita dei giovani, nella scarsa attesa dei tempi necessari per sviluppare un progetto, e nella forte dipendenza dai risultati immediati. È un tratto della nostra cultura, ma dovrebbe essere cambiato.”
Anche Bologna è impaziente?
“L’anno scorso, dopo appena 6-7 partite, già si parlava di “Italiano out”, e poi abbiamo finito per vincere la Coppa Italia. Mi è capitato anche in altre stagioni di subire la pressione legata ai risultati. L’impazienza ti porta a perdere le partite.
Qui oggi si respira uno degli ambienti più belli in assoluto: c’è gioia, entusiasmo, e addirittura un ragazzo che sbaglia un calcio di rigore viene comunque applaudito. Tutto questo affetto va protetto e mi auguro che il pubblico bolognese mantenga sempre questo legame così forte con la squadra.”
Meglio una finale di Conference o un quarto di Europa League?
“Una finale è una finale. Ricordiamo tutti come festeggiò la Roma il primo anno”










