Gravina: “La politica usa la Nazionale per riposizionarsi”
L'ex presidente Figc al Corsera: "La Nazionale interessa solo ai tifosi. Ho accettato critiche e insulti ma nessuno può definirmi indegno"

Db Tallin 11/10/2025 - qualificazioni Mondiali 2026 / Estonia-Italia / foto Daniele Buffa/Image Sport nella foto: Gabriele Gravina
Gabriele Gravina, presidente dimissionario della Figc, intervistato dal Corriere della Sera, a firma Alessandro Bocci e Daniele Dallera. Ecco alcune delle sue riposte.
Gravina: «Ho accettato le critiche in silenzio e addirittura gli insulti. Ma non posso tollerare di essere definito indegno. Nessuno può permettersi certe patenti di moralità, sia dentro sia fuori il mondo del calcio».
«Non voglio fare nomi. Ognuno si qualifica per quello che è e per quello che sente. Toccherà ad altri dare un giudizio».
«Un Paese in cui il pensiero si ritrae e lascia spazio agli istinti più bassi e animaleschi. Il calcio è la cartina di tornasole della nostra società e in certi momenti diventa un luogo di frustrazione feroce e giudizi ciechi. Speravo che uscissimo meglio dal Covid e invece certi istinti sono addirittura peggiorati».
La difesa ostinata di Gattuso:
«Un allenatore preparato e una persona meravigliosa. Nonostante i pochi allenamenti a disposizione, è riuscito a dare un’anima alla squadra. Non è bastato e il primo a essere dispiaciuto è stato proprio lui».
«Lo sapete che adoro il modello tedesco. Loro sono ripartiti da zero nel vero senso della parola, tutti uniti e con lo stesso obiettivo. E adesso stanno cominciando a vederne i frutti. È una visione lungimirante che da noi non esiste. Diciamolo chiaramente: in Italia della Nazionale frega solo ai tifosi. Agli altri, compresa la politica, serve solo per rivendicare, quando le cose vanno male, forme di posizionamento personali».








