Gasperini: “La crisi del calcio italiano? Da rifondare l’intero sistema”
In conferenza stampa: "Ora vengono fatti i nomi, non solo il mio. Non è una questione di nomi, ma di una visione generale, necessario un riassetto"

Dc Roma 19/03/2026 - Europa League / Roma-Bologna / foto Domenico Cippitelli/Image Sport nella foto: Gian Piero Gasperini
Gian Piero Gasperini, tecnico della Roma, ha parlato in conferenza stampa alla vigilia di Inter-Roma, sfida chiave per la corsa scudetto.
Resta l’interrogativo: sarà proprio lui a incidere sugli equilibri del campionato e sbloccare la lotta al titolo?
Le parole di Gasperini
Come stanno Wesley, Koné e Soulé?
“Soulé ha recuperato, si è allenato con noi. È fuori da tanto ma l’ultima settimana è andata meglio, era di nuovo lui. Wesley e Koné sono ancora fermi post rientro, ma entrambi sono più postivi della diagnosi, ma chiaramente domani non ci saranno”.
Qual è il primo tema per contrastare la crisi del calcio italiano?
“Non saprei… Sicuramente non è un problema unico. È un sistema che non va, ci sono tanti ragazzini che giocano a calcio, fin da piccoli, quindi una base enorme c’è. È un problema che va affrontato da parte di tutti, globalmente. Il calcio è anche un aspetto sociale. Non è un problema di un ciclo ma qualcosa di strutturale”.
Senza Wesley, da quella parte può giocare Rensch?
“Ha fatto partite molto buone e altre con improvvisi cali di attenzione. O lui o Tsimikas. Anche Angelino sta crescendo, anche se non mi sembra ancora prontissimo”.
Tra i papabili Ct è stato fatto anche il suo nome…
“Ma ora vengono fatti i nomi di tutti… Ripeto: il problema è una visione generale, un riassetto. Questo è molto più importante del tema di un singolo allenatore. Magari anche il tema campionati è da affrontare, tante squadre sono sparite. Non credo che di colpo si sia disimparato a giocare a calcio, poi col passato pazzesco che avevamo… E’ una questione di sistema”.
Con Ranieri e Massara c’è unità di intenti?
“Non abbiamo fatto riunioni recenti, siamo concentrati sul campionato. Siamo alla volata e siamo lì. È questo che ci impegna tutti, a me in modo totale”.
Con le sue squadre ha sempre chiuso benissimo fisicamente… Anche la sua Roma è pronta?
“Abbiamo fatto un bel lavoro in queste settimane, ma con 8/9 giocatori e basta. La squadra sotto questo profilo non è mai mancata. Nelle ultime uscite abbiamo giocato bene, con condizione e mentalità. A volte non sono coincise con la vittoria. E aggiungo che col Bologna non sono proprio state due partite fortunate per noi…”
Quanto è un obiettivo la Champions in prospettiva anno nuovo?
“Sono argomenti di cui si parla e che condizionano molto la stagione che verrà. Tutti ci auguriamo di arrivarci, anche e soprattutto per il motivo economico, a livello di società. La società sta già lavorando sul prossimo anno, è evidente che quello che ci si porta dietro dalla precedenti gestioni è arrivato a un momento che pesa”.
Il primo anno, di solito, serve per gettare le basi. Sente di averlo fatto?
“Facciamoli alla fine questi conti. Per ora posso dire di essere molto contento di come stiano andando le cose. Lo sono per la fiducia che ho conquistato con gran parte della tifoseria e dal rapporto che ho con la squadra. E’ sempre la squadra che ha la priorità su tutto”.
Quanto peserà per domani l’aspetto psicologico sui singoli post disfatta della Nazionale?
“In modo diverso riguarda un po’ tutti, non solo noi, l’Inter e gli italiani. La forza dei professionisti è guardare sempre avanti, e domani entrambe ci giochiamo tanto. I margini di errore sono sempre minori. Con alti e bassi, la squadra è stata sempre presente. Siamo in volata, allacciamo i pedali e facciamo il massimo. Al di là della Nazionale, domani pensiamo alla Roma”.
È contento anche del rapporto con la società?
“Ho un rapporto schietto e aperto. E condiviso. Io provo a portare le mie idee per soddisfare le richieste della proprietà. Per me è un’esperienza fantastica, chiaramente in mezzo ad alcune difficoltà. Il mio obiettivo è sempre migliorare la squadra”.
Sarà sempre lei l’allenatore della Roma il prossimo anno?
“Beh me lo auguro… (ride, ndr). Intanto giochiamo con l’Inter”.
Si aspettava di più da Zaragoza?
“Indubbiamente sì. Ci aspettavamo accelerazioni, ma a gennaio non è mai facile. Speriamo che ora posso portare quello che crediamo possa dare”.
È convinto come il primo giorno o ancora di più?
“Il calcio è una bella scuola di vita, ti insegna a perdere o a non esaltarti troppo. L’importante è sempre la voglia di migliorarti”.
Tra i discorsi che potrebbero cambiare con o senza Champions c’è anche Malen?
“Ha sicuramente convinto tutti, poi chiaro che ci saranno delle valutazioni economiche. Penso cha la Roma sia una bella squadra, non da smantellare ma da migliorare. Ho sentito anche qualche critica, che con questo gruppo fai massimo 5-6 posto, ma occhio che con un altro magari dai 11-12 posto. È un gruppo compatto, da completare”.
Si è parlato che a fine anno Bruno Conti non sarà più nella Roma… Cosa ne pensa lei delle bandiere nei club?
Smentita della società sull’addio di Conti. Gasp aggiunge: “Posso solo dire che Bruno Conti era un grande idolo”.










