Emanuele Rao non teme il diabete di tipo 1, figuriamoci gli avversari. Segnatevi questo talento
Caro direttore Manna, non è forse il caso di guardare un po’ di più in casa nostra piuttosto che cercare sempre altrove? Con lui in campo il Bari conquista il doppio dei punti, è l’unica ancora della loro salvezza.

Mg La Spezia 07/11/2025 - campionato di calcio serie B / Spezia-Bari / foto Matteo Gribaudi/Image Sport nella foto: Emanuele Rao
C’è un talento di proprietà del Napoli che sta letteralmente dominando il campionato di Serie B con una personalità che non si vede tutti i giorni. Ha solo 18 anni, gioca a testa alta e ha un vizio meraviglioso: non ha paura di saltare l’uomo. Sto parlando di Emanuele Rao, classe 2006, attualmente in prestito al Bari ma con il futuro tinto d’azzurro.
Se i tifosi del Napoli cercano un prospetto su cui sognare e il Direttore Sportivo Giovanni Manna un profilo da blindare per la prima squadra del futuro, i numeri e la storia di questo ragazzo parlano chiaro.
I numeri di un impatto devastante
Le statistiche di Rao in questa stagione non sono quelle di una semplice promessa, ma di un trascinatore assoluto. Da quando ha sbloccato il suo tabellino nella sfida contro il Cesena, ha messo a segno altre 5 reti, rivelandosi determinante anche quando non segna (vedi l’ultima sfida casalinga contro il Modena, dove si è procurato il rigore poi trasformato da Moncini).
Ma è l’impatto sulla squadra a lasciare a bocca aperta:
Effetto moltiplicatore: Nelle 13 partite in cui è sceso in campo da titolare, il Bari ha conquistato 19 punti (media di 1,5 a partita). Nelle restanti 20, con Rao in panchina o subentrato, la media crolla a 0,7 punti. Con lui in campo dal primo minuto, la produzione di punti della squadra raddoppia.
Incidenza diretta: Ha portato direttamente al Bari ben 12 dei 34 punti totali. In altre parole, il 35% del bottino stagionale dei pugliesi porta la sua firma.
Qualità rare: Nell’ostico campionato cadetto, Rao spicca per la facilità di saltare l’avversario, per la sfrontatezza nel tentare il dribbling a testa alta e per la propensione al tiro. Prova la giocata, anche a costo di sbagliare: la mentalità dei grandi.
La convivenza con il diabete di tipo 1
Ma per giocare a Napoli non basta il talento; serve il carattere, quella “cazzimma” che ti permette di reggere le pressioni di una piazza unica al mondo. E il carattere di Emanuele Rao è forgiato nell’acciaio.
Nato a Rovereto, Rao convive da quasi dieci anni con il diabete di tipo 1. Diagnosticatogli nel 2015, proprio il giorno di Natale mentre giocava nelle giovanili del Chievo Verona.
Oggi gestisce la sua condizione con una routine da professionista esemplare: stacca il microinfusore prima di scendere in campo e lo riattacca negli spogliatoi all’intervallo per l’insulina. Il diabete non è stato un muro invalicabile.











