Buonfiglio: “Ho ricevuto pressioni per commissariare la Figc, ma non c’erano i presupposti per farlo”

Il presidente del Coni: "Il commissariamento avviene in 3 casi: mancata approvazione del bilancio, gravi illeciti amministrativi, economici e fiscali e in caso di interruzione dei campionati. Non c'erano le condizioni"

Dc Roma 24/07/2025 - Il Presidente della Repubblica riceve al Quirinale la Nazionale di Calcio femminile / foto Domenico Cippitelli/Image Sport nella foto: Luciano Buonfiglio

Il presidente del Coni, Luciano Buonfiglio, ha spiegato i motivi per il quale non è stata commissariata la Figc. Le sue parole all’evento del Foglio.

Le parole di Buonfiglio

Le sono arrivate molte sollecitazioni per commissariare la Figc?

“Sì. Ma si può agire solo nei limiti di ciò che è consentito: se non siamo legittimati, non lo facciamo”.

Sarà Abete o Malagò il prossimo nome?

“Non entro nel merito dei nomi. Il Coni può soltanto vigilare. Il sistema calcio è composto da Leghe, calciatori e arbitri, con migliaia di società coinvolte.

Su quando il Coni può commissariare

Cerco di essere chiaro: non tutti conoscono le norme. Quando può intervenire il Coni commissariando una Federazione? Quando il bilancio non viene approvato, quando si verificano gravi irregolarità amministrative, economiche o fiscali, oppure quando i campionati non possono iniziare o vengono sospesi. In questi casi, per assicurare la continuità, il Coni può intervenire. Al momento, però, non ricorre nessuna di queste condizioni”.

Ha avuto modo di confrontarsi con Gravina?

“Gli sono stato accanto prima, durante e dopo. È chiaramente una persona delusa e rammaricata. Ma lo sport funziona così: quando alle Olimpiadi tutto va bene arrivano i complimenti, se invece va male ti dicono di farti da parte. Non bisogna ragionare da tifosi”.

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