Abete e Malagò sono avversari dal 2013: l’eterno duello

Repubblica e la corsa alla presidenza della Federcalcio. Il ruolo di Marotta. Decisivi saranno le associazioni calciatori e allenatori

Gravina Abete

Db Milano 03/06/2024 - La Notte della C / foto Daniele Buffa/Image Sport nella foto: Antonio Matarrese-Gabriele Gravina-Giancarlo Abete

Abete e Malagò sono avversari dal 2013, il duello continua

Oggi Malagò sarà designato dalla Serie A come suo candidato alla presidenza della Federcalcio. Scrive Repubblica – con Matteo Pinci – che già 14 club hanno firmato la lettera d’impegno e che se ne sarebbero bastate 11. Repubblica sottolinea il ruolo di Marotta: è lui che ha raccolto le firme. Si aggiungerà anche il Torino di Cairo.

Repubblica si sofferma poi sulla rivalità tra Malagò e Abete.

Con ogni probabilità, la candidatura di Malagò produrrà un effetto quasi immediato: Giancarlo Abete, presidente della Lega nazionale dilettanti,
ha fatto sapere al suo direttivo che domani potrebbe essere il giorno giusto per la discesa in campo. Perché Abete e Malagò sono avversari dal 2013, quando il primo sosteneva Lello Pagnozzi nella corsa al Coni da cui uscì invece vincitore l’altro. Che subito tentò di escludere dalla giunta lo stesso Abete. Poi quattro anni di opposizione feroce e ripicche, fino al 2018 quando Abete radunò la coalizione Gravina-Sibilia contro il commissariamento della Federcalcio deciso da Malagò.

Lotito certamente non appoggerà Malagò. Così come il governo e il ministro Abodi (che però non votano). Abete ha dalla sua – ricorda Repubblica – il 34% dei Dilettanti anche se un 7-8% non lo voterà.

Repubblica ricorda che “saranno determinanti calciatori e allenatori. Insieme valgono il 30% dei voti (20 più 10)”.

 

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