Stiamo trasformando lo stadio di Zenica nell’inferno in terra
Perché questo desiderio di ingigantire ciò che gigantesco non è? Entrare in campo con paura diminuisce le tue capacità di un buon trenta per cento.

Supporters of Bosnia and Herzegovina's burn flares as they stand in the tribunes during the 2026 World Cup qualifiers Europe zone group H football match between Bosnia and Herzegovina and Austria at the Bilino Polje stadium in Zenica on September 9, 2025. ELVIS BARUKCIC / AFP
Stiamo trasformando lo stadio di Zenica nell’inferno in terra. Che esagerazione
Al confronto, pare che il Santiago Bernabeu sia diventata una passeggiata di salute. Va bene, ci sarà un clima acceso allo stadio bosniaco di Zenica (che comunque potrà ospitare circa novemila spettatori, non novantamila). Vorremmo però ricordare i recenti risultati casalinghi della Bosnia Brasile.
Bosnia-Romania 3-1
Bosnia-Austria 1-2
Bosnia-San Marino 1-0
Bosnia-Cipro 2-1
Bosnia-Ucraina 1-2
Cominciare a ingigantire i fantasmi e/o gli avversari ci sembra il principio che i professionisti dello sport rifuggono come la peste. Da sempre, i fuoriclasse insegnano che si va a giocare certamente avendo studiato l’avversario ma ingigantire le preoccupazioni, le ansie e le angosce va archiviato alla voce autolesionismo. È il modo migliore per non offrire il meglio di sé.
Perché questo desiderio di ingigantire ciò che gigantesco non è? Certamente perché dopo, a qualificazione eventualmente ottenuta, si potrebbe celebrare la cosiddetta impresa. È tutto un’impresa. Ma questo può aver valore dal punto di vista narrativo. Non sono le imprese che fanno la differenza. Nello sport si va in campo focalizzati su di sé. Entrare in campo con paura diminuisce le tue capacità di un buon trenta per cento. Si fa solo un piacere al tuo avversario. Si gioca in Bosnia, non si gioca all’inferno. Una partita che possiamo perdere ma che











