Sarà dura. Ce la metteranno tutta per ostacolare il Napoli nella lotta Champions
Tocca a lui, che si chiama Romelu, salvare la reputazione di un Napoli arrepecchiato e moscio di imbarazzante virilità. Il Napoli gioca solo due minuti. Poi replica Copenhagen.

Db Torino 13/09/2025 - campionato di calcio serie A / Juventus-Inter / foto Daniele Buffa/Image Sport nella foto: Andrea Colombo
Ce la metteranno tutta per ostacolare il Napoli nella lotta Champions
Tocca a lui, che si chiama Romelu, salvare la reputazione di un Napoli arrepecchiato e moscio di imbarazzante virilità.
Lui si chiama Romelu e tutto torna.
Giulietta è sistemata.
Vincere contro la tifoseria più criminale del mondo è un piacere.
Vincere all’ultima pedata è una gioia immensa.
Ma non dimentico i momenti in cui ho temuto di perderla.
Contro la squadra più scarsa in assoluto.
Il Napoli gioca solo due minuti. Poi replica Copenhagen.
Contro squadrette così s’annoia, non gli va di fare sul serio.
Indolente, preferisce far scorrere il tempo con mollezza.
Niente gioco. Solo qualche pallata sul Danese.
Erasmo, vedi tu.
Incurante dell’avversario che prende coraggio e comincia a spingere.
Incurante dell’inviato della Onorata Società che è lì pronto a fare il suo dovere.
Fallo a due mani su Buongiorno prima del corner.
Colombo non fischia.
Concede l’angolo.
Dal corner nasce il pareggio.
Poi ancora un rosso sfolgorante per un contatto di Suslov su Gutierrez.
Tutto corretto, per carità.
Mi sveglio con un paio di pensieri fissi.
Il primo. Sarà dura.
Ce la metteranno tutta per ostacolarci nella lotta Champions.
Il secondo. Una digressione.
La meritata vittoria di Sal Da Vinci a Sanremo è stata propiziata anche da una circostanza fortunata.
Fra un mese si vota il referendum.
“Per sempre sì” è uno spot troppo appetitoso per quella ciurma al governo.
Che bella partita all’Olimpico. Batticuore e spettacolo.
Gasp è odioso, ma sa giocare a calcio.
Voleva un attaccante.
Glielo hanno dato e lui ha cambiato la squadra.
E’ un piacere il suo tridente mobile.
Pisilli e Pellegrini si muovono dietro Malen – che è un grande centravanti: veloce e tosto – e creano calcio imprevedibile.
A mezz’ora dalla fine i Sangue Oro sono in vantaggio di due gol e assaporano la vittoria.
Ma non è finita.
Entra Zhegrova e spacca la partita.
Due cross due goal.
A segno Boga anche lui subentrato.
Poi l’arrembaggio.
Gatti centravanti. Che c’è da ridere?
Fra Cipolla si guarda intorno, di numeri 9 decenti non ne ha manco uno.
E allora per disperazione sbatte in campo lui.
E sarà proprio Gatti a insaccare da due passi su una palla rimbalzata qua e là.
Microfoni.
L’odiosa zitella isterica a nome Gasp squittisce inviperita “La Juve festeggia come se avesse vinto il campionato”.
Fra Cipolla mister Juve: “Vivo per il quarto posto”.
Penso all’ Acciughina di dieci anni fa.
Porca miseria, come sono cambiate le cose in casa Vecchia.
Ma Crosetto, ministro della Difesa del paese più importante del mondo, dopo l’America, non poteva mandare la famiglia in vacanza a Cesenatico?











