Cagliari-Napoli 0-1, pagelle. Il piede pensante di De Bruyne, le mazzate che Hojlund prende e dà

Se il Napoli dovesse arrivare secondo, dopo tutto quello che è successo, sarebbe un capolavoro superiore al secondo punto novantunista

Conte schiera il tridente di Manchester pagelle

Dc Napoli 06/03/2026 - campionato di calcio serie A / Napoli-Torino / foto Domenico Cippitelli/Image Sport nella foto: Kevin De Bruyne-Rasmus Hojlund

Le pagelle di Cagliari-Napoli 0-1, a cura di Fabrizio d’Esposito

MILINKOVIC-SAVIC. Sull’ispido suolo sardo – ispido per noi napoletani calcistici, a cagione di antichi fatti – l’alternanza del bipolarismo contiano in porta stasera prevede in campo il lungagnone serbo. Gli autoctoni latitano nella pugna offensiva e fanno soprattutto ammuina nella terra di mezzo. Risultato: Zio Vanja mantiene vergine la porta e gli unici brividi promanano dalla rete di passaggetti mosci mosci tra lui e Sam il Redivivo, tra lui e Mati Lento Pedestre. Non solo. Financo i rilanci, specialità di casa Milinkovic, sono perlopiù imprecisi o precipitosi – 6

BEUKEMA. Dalla cabeza dell’olandese ripescato principia il gol dello zero a uno. Indi Sam il Redivivo non fa cappellate evidenti come il citato Mati Lento Pedestre, ma nella solita e dolente mezz’ora del finale spreca una palla appena ricevuta da Zio Vanja, donando secondi preziosi al Cagliari, laddove il confine tra gestione e autolesionismo è sottilissimo – 6

BUONGIORNO. Pronti via e il Corazziere Sabaudo prepara e annuncia il gol di McDomini. Da quel momento in poi presiede la difesa con movenze da leader, piantonando il velleitarismo dell’amico Folorunsho – 6,5

OLIVERA. Lento e pedestre, come detto. E a perenne rischio cappellata – 5

JUAN JESUS dall’83’. Senza voto

POLITANO. La sua destra ha ripreso colore e vivacità, ma le sue moine in cerca di uno sbocco sovente sono fumose. Na-Politano potrebbe poi chiudere la partita, grazie a un tocco pittato di King Kevin, ma Caprile tiene le cosce chiuse (non come Falcone una settimana fa). Senza dimenticare che c’era Santos Subito libero. In ogni caso merita un’ampia sufficienza perché conferma di essere tornato in forma – 6,5

SPINAZZOLA dal 76’. L’unica vera occasione del Cagliari per segnare arriva al 93’ e Zio Spina è salvifico – 6,5

GILMOUR. La dittatura azzurra sancita dal report delle statistiche non è ordinata. Anzi è un caos di palle perse e passaggi sbagliati nella terra di mezzo. E tra Billy the Kid e il Caro Lobo rientrante è una competizione a perdere – 5,5

ANGUISSA dal 76’. Meglio rispetto alla partita da titolare col Lecce – senza voto

LOBOTKA. Vedi alla voce Gilmour. Con l’aggravante di un cartellino giallo insolito per un giocatore lucidissimo come lui – 5,5

ALISSON SANTOS dal 55’. Il brasileiro vorrebbe emanciparsi dalla confusione azzurra, per trovare la strada dello zero a due della tranquillità. Non ci riesce, nonostante i generosi tentativi – 6

GUTIERREZ. Il contismo ha l’ossessione dei dettagli e Michelino l’Ispanico, dopo un onesto pendolarismo per offendere e difendere, nel momento topico dell’ammuina sarda perde una clamorosa palla all’81’ – 6

DE BRUYNE. King Kevin conferma di avere una forma notevole (ah, i mondiali!) ed è almeno una spanna sopra i suoi compagni. Soprattutto per l’intelligenza. Il suo è un piede pensante – 7

McTOMINAY. Si prende la partita e i tre punti come accaduto tante volte nella passata stagione. E stavolta lo fa subito, neanche il tempo di iniziare. Per questo motivo gli si perdonano tutti i palloni persi in seguito – 7

HOJLUND. L’ennesima partita trascorsa a prendere e a dare mazzate. Il principino danese è indomito nella ricerca di disegnare spazi là davanti – 6,5

CONTE. Se il suo Napule dovesse arrivare secondo superando gli ottanta punti (non diciamo altro), il rivoluzionario in panca, con tutto quello che è successo (infortuni, acquisti sbagliati, cali di condizione) avrebbe compiuto un’impresa decisamente superiore al secondo punto novantunista. Un capolavoro di rarissima concretezza, arrangiandosi partita dopo partita con i superstiti dell’emergenza. Questo sì sarebbe un secondo posto memorabile – 7

MARIANI. Fischia l’essenziale ma non fa danni – 6

Fabrizio d'Esposito. Cofondatore del Napolista. E' un giornalista del Fatto Quotidiano. Ritiene che il giochismo sia la malattia infantile del calcio e detesta la neo-lingua mediatica infarcita di braccetti, preventive, catene e seconde palle. Maradona è stato la sua linea d'ombra e suo figlio si chiama Diego Maria. Originario di Piano di Sorrento, vive a Roma.

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