Vergara non è stato nascosto da Conte, è stato formato da Conte. Le solite polemiche di chi non ha mai fatto sport
Con Conte ha aumentato ritmo e muscolatura, alla Reggiana non era così (Costacurta dixit). Cosa c'entra il non dare spazio ai giovani? I suoi precedenti allenatori erano tutti fessi?

Dc Napoli 28/01/2026 - Champions League / Napoli.-Chelsea / foto Domenico Cippitelli/Image Sport nella foto: esultanza gol Antonio Vergara
Si sta protraendo oltremodo la discussione su Vergara legata al calcio italiano. Colpevole di non averlo scoperto prima. Come se tutti i suoi allenatori precedenti avessero gli occhi e gli occhiali foderati di prosciutto crudo. La verità è che si è sempre detto che Antonio di Frattaminore fosse un ragazzo di qualità, con idee, una certa progressione e un certo fare da 10. E tanto abbiamo parlato di come nel calcio moderno il 10 avesse un po’ smesso di esistere, di come Raspadori fosse un po’ vintage e di come o si sia trasformato (il 10, si intende) in un esterno d’attacco dribblomane o in una seconda punta. O in un falso nueve, vedere Dybala alla Gasperini maniera. Eppure come mai nessuno aveva previsto che il livello di Vergara fosse quello di uno che fa una veronica nell’area di rigore del Chelsea in Champions League? La risposta a parere nostro (e pure di Costacurta, non uno qualunque, così come di Fedele come abbiamo qui scritto) è che semplicemente Vergara di questo livello qui lo sia diventato ora.
Con Conte. Allenandosi con continuità ad un’intensità differente e giocando in un ruolo preciso con schemi precisi. Di più, in Italia si sa come funziona: se inizi a farti un nome ti triplicano, se non sei (ancora) nessuno e non ti conoscono non ti studiano, ti lasciano galoppare e piano piano emergi. È successo a Kvara (altro livello, lo sappiamo) il primo anno e il secondo c’era chi si azzardava a dire che fosse diventato scarso. Poi ha vinto la Champions a Parigi. Semplicemente stavano imparando a capire che forse andavano studiate le sue sterzate. Costacurta ieri sera nel post-partita ha detto così:
Costacurta su Vergara: «Io me lo ricordo, non era così»
«Io Vergara me lo ricordo lo scorso anno alla Reggiana. Non era così. Non giocava così, non aveva questa personalità, non correva dietro l’avversario come ha fatto oggi o mercoledì. Spesso c’è questo passaggio dove ti senti più responsabilizzato e forse una volta toccato con mano il tuo sogno fai di tutto perché si realizzi. Io al di là dell’allenatore giusto, parlo di Vergara che lo scorso anno seguivo, alla Reggiana c’era un allenatore che volevo seguire. La squadra la seguivo e Vergara non era così».
Sic et simpliciter. Un calciatore ad un certo punto si evolve, cresce, trova la quadra o l’allenatore giusto. Altrimenti Di Lorenzo non sarebbe passato da Empoli a Napoli praticamente a 26 anni, prendendosi l’Europeo da titolare con l’Italia di Mancini. Sicuramente c’è un discorso muscolare: dubitiamo che alla Reggiana lo staff lavorasse sul corpo come i preparatori che Conte ha portato con sé per l’Europa, che hanno migliorato giocatori come Kanté, come Diego Costa (non sempre poi i calciatori capiscono le fortune che hanno avuto, come in questo caso ndr). Letteralmente Conte ha inventato Hojlund in pochi mesi, ferma restando la grande velocità di apprendimento del ragazzo. Che per un insegnante è sempre un ottimo valore, però l’insegnante dev’essere bravo. Hojlund oggi protegge palla anche meglio di come fa Lukaku, che ha iniziato a farlo in carriera molti anni dopo di lui che oggi ha 23 anni.
Ci viene quasi da chiederci cosa avrebbe combinato Conte con uno come Osimhen. Dunque che «non si lancino abbastanza i giovani in Italia» è il solito slogan: ma perché li si dovrebbe lanciare se sono scarsi? Vergara oggi è realmente un giocatore forte. Ieri non lo era. Si potrebbe poi aprire un’altra parentesi giusto per equilibrare: sbaglia a nostro avviso Conte quando dice «Vergara ci dà una mano, ma è chiaro che se ci fossero Anguissa e De Bruyne giocherebbero loro». Ecco forse su questo possiamo dissentire. Sulla gestione possiamo trovare qualche maglia slabbrata. Se anche dopo aver visto queste potenzialità, al ritorno (non al 100%) di questi due giocatori Vergara dovesse essere relegato a un ruolo di costante panchina, allora potremmo dire che forse un po’ di pregiudizio c’è. Anche se poi parliamo di posizioni in campo diverse. Una squadra forte per chi scrive sa anche gestire le sue risorse in modo camaleontico. Esempio: contro una squadra che raddoppia sugli esterni, magari è meglio Vergara di Politano. Significa preferire l’uno all’altro o scegliere in base alla partita?











