Rialzati Buongiorno, gli errori cominciano a essere diversi, ma gli errori non sono tradimenti

Alessandro Buongiorno va stretto forte. Come hanno fatto ieri i compagni a fine partita, quando il risultato pesava più delle parole.

Rialzati Buongiorno

Dc Napoli 28/01/2026 - Champions League / Napoli.-Chelsea / foto Domenico Cippitelli/Image Sport nella foto: Alessandro Buongiorno

Rialzati, Alessandro. Napoli non lascia indietro nessuno, men che meno chi ha regalato gioie in passato.

È vero, gli errori cominciano a essere diversi, visibili, quasi rumorosi in questa stagione storta. Ma gli errori non sono tradimenti: sono parte di quel cerchio magico e crudele in cui tutto sembra girare al contrario, dove anche il gesto più semplice improvvisamente pesa il doppio. Qui nessuno cerca alibi da consegnargli in tasca, né scorciatoie per assolvere tutto e subito.

Però il momento buio va riconosciuto, guardato negli occhi, e poi accompagnato gentilmente verso l’uscita. Non spinto, non urlato. Accompagnato. Facendogli sentire addosso tutto l’affetto possibile, quello vero, che non chiede nulla in cambio. Sembra retorica elementare, lo so. Quelle frasi che si dicono quando non si sa cos’altro fare. Ma spesso non c’è un’altra via.

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Alessandro Buongiorno va stretto forte. Come hanno fatto ieri i compagni a fine partita, quando il risultato pesava più delle parole. Come ha fatto lo staff al momento dell’uscita, con un gesto che vale più di mille conferenze stampa. Come dovranno fare i tifosi già martedì al Maradona, perché anche il boato giusto, al momento giusto, può diventare una cura. Buongiorno non si discute. Semmai si protegge. Le qualità sono alte, limpide, già mostrate senza bisogno di proclami. Le ha scritte sul campo negli anni e soprattutto l’anno scorso, quando non era comparsa ma protagonista assoluto, mattone dopo mattone, nel quarto scudetto.

Uno di quelli che restano nella memoria come una stagione di luce piena. Il professionismo è una faccenda strana: ti offre la gloria e subito dopo ti chiede conto della polvere. Non è solo questione di gambe o di schemi, ma di testa, di quella forza mentale che non fa rumore eppure decide tutto. È lei che ribalta la sorte, che rimette la bussola al centro, che ti riporta sulla strada anche quando sembra di averla persa. Buttare una croce addosso a un uomo non risolve le sorti di questa maledetta annata. Anzi, spesso prepara il terreno alla sconfitta vera: quella silenziosa, quella che ti fa perdere un talento.

E Buongiorno talento lo è già stato, lo è ancora, uno dei difensori italiani più forti del suo ruolo, senza bisogno di tempo futuro. In una stagione sciagurata, segnata dagli infortuni e dalle assenze come un calendario strappato, il Napoli ha bisogno di recuperare uomini prima ancora che ruoli. Di ritrovare mentalmente il suo difensore, di rivederlo sereno, verticale, presente. Perché le stagioni passano, gli errori si consumano, ma la fiducia – quando è vera – sa aspettare. E Napoli, quando riconosce uno dei suoi, sa anche aspettare. Napoli non lascia indietro nessuno, Alessandro Buongiorno va protetto dai tifosi, dalla stampa così come hanno fatto i compagni.

Scrittore, giornalista e autore teatrale, con una passione profonda per la musica e il calcio, tifoso del Napoli.

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