Goggia: “Il succo dello sport è la pressione, se non la reggi ti travolge. A Pechino fu la chiave”
Al CorSera: “Quella condizione, paradossalmente, mi aiutò, togliendomi la pressione. Sentire frasi tipo "ecco, non vince più, che cosa le succede?" non fa piacere. Leggo il meno possibile notizie che mi riguardano”.

BEAVER CREEK, COLORADO - DECEMBER 11: Sofia Goggia of Italy prepares to compete in the STIFEL Birds of Prey FIS World Cup - Beaver Creek Women's Downhill Training at Beaver Creek Resort on December 11, 2024 in Beaver Creek, Colorado. Sean M. Haffey/Getty Images/AFP Sean M. Haffey / GETTY IMAGES NORTH AMERICA / Getty Images via AFP
In vista delle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina, la sciatrice Sofia Goggia ha rilasciato un’intervista al Corriere della Sera.
L’intervista a Goggia
Si è sentita sotto pressione in questo periodo?
“No, anche se nelle discese di Altenmarkt e Tarvisio sono stata sottotono. Ma ad Altenmarkt non sentivo “mie” la pista e la neve: io vendo cara la pelle, ma solo se ci sono condizioni di sicurezza. A Tarvisio era già stata chiara l’unica prova disputata: ho preso 3 secondi senza sbagliare, in gara avrei dovuto compiere il miracolo di allineare tutti i pianeti. In SuperG, invece, sarei stata da podio senza una sbavatura: il limite tra cosa giusta ed errore è labile”.
La gente vuole il massimo da lei o Brignone, la situazione disturba?
“Dipende da come la vivi: o sei spronato a dare il massimo o rischi di finire schiacciato. Il succo dello sport è la pressione: se non la reggi, ti travolge”.
C’è qualcosa di nuovo che vorrà vivere in questi Giochi?
“Ogni gara porta con sé una novità. In questo caso l’emozione nuova sarebbe vincere una medaglia sull’Olympia delle Tofane”.
Dal punto di vista umano, l’impresa di Pechino 2022 resta insuperabile?
“Credo di sì, è stata una prova di carattere. Ma quella condizione, paradossalmente, mi ha aiutato: mi ha levato la pressione. Prima dell’incidente ero leader in varie classifiche e a Pechino arrivavo da olimpionica della discesa”.
C’è qualcosa che l’ha seccata in questo periodo?
“Sentire frasi tipo “ecco, non vince più, che cosa le succede?” non fa piacere. Leggo il meno possibile notizie che mi riguardano: devo saper rimanere con le mie consapevolezze e tenere la barra al centro”.
La Sofia Goggia che perde non è più umana?
“Preferisco la Goggia che vince, quindi quella… disumana. Però sono molto umana anche quando vinco”.
Lindsey Vonn si è infortunata a Crans-montana, ma a Cortina conta di esserci. Visti i risultati in questa stagione, è lei la prima rivale?
“Credo di sì. Lindsey non l’ho mai messa alle spalle, non l’ho pensato nemmeno dopo averla battuta ai Giochi 2018. È sempre rimasta con me, prima come modello e poi anche come amica. Dopo i cinque anni di stop ha saputo bagnarmi il naso: però pure io so sorpassare…”.








