E meno male che Meret non sapeva giocare coi piedi, suo il lancio che ha mandato in gol Vergara
A Vergara rifilano una gomitata, gli esce il sangue dal naso, per l'arbitro La Penna non è niente. Allo Zini un petardo interista colpisce Audero. Tutto si aggiusterà con una multa.

Db Napoli 01/03/2025 - campionato di calcio serie A / Napoli-Inter / foto Daniele Buffa/Image Sport nella foto: Alex Meret
E meno male che Meret non sapeva giocare coi piedi, suo il lancio che ha mandato in gol Vergara
FALLI DA DIETRO (rubrica nata nel 2008. Le rubriche omonime nate successivamente sono imitazioni)
COMMENTO ALLA 23° GIORNATA DEL CAMPIONATO 2025-26
La tempesta è implacabile e non passa più.
Come in un’opera di Turner è un vortice rotante.
Ormai non passa più.
Vele strappate e ora anche l’albero divelto.
Si schianta al suolo il capitano che esce fra le lacrime.
Si gioca dopo 72 ore.
Alle altre impegnate in Champions concesso un giorno in più.
Si gioca con i superstiti. Sempre gli stessi. Da un mese.
Stremati e pressoché eroici.
Ma nella stiva buia riluce l’oro di Antonio Vergara.
Ed è subito favola.
Il pallone semplice, il gioco da strada. La magia e la bellezza.
Fortunata per lui questa emergenza.
Che lo sottrae al destino oscuro di qualche oscura panchina di B.
Ma a pensarci, fu così anche per il Fiammante Fiammingo, l’Amore nostro.
Promosso da Sor Polpetta per improvviso vuoto al centro.
Eccolo lì ora Il Pibe minore di Fratta.
Eletto a simbolo del disastrato Sistema calcio in Italia.
Il talento di casa sacrificato allo straniero magari a fine carriera.
Si gioca con un arbitro sistematicamente ostile.
Da commedia all’italiana.
Emblematico l’episodio a metà ripresa.
Parisi sferra una gomitata al ragazzo di Fratta che va a terra.
Dalla panchina schizza il Feroce Salentino.
Protestano in coro Oriali, magazzinieri e compagnia bella.
La Penna Federico da centrocampo corre verso di loro.
E urla: “Ho visto io, ho visto io. Non c’è contatto!”.
Vergara si alza. Si gira verso di lui.
E mostra in silenzio il viso inondato di sangue.
La Penna: “Non c’è con…Non c’è con…”.
Manco Bombolo.
Vittoria faticata. Ma preziosa.
Con un paio di gemme inattese.
L’Albatros friulano è tornato.
Che fosse il migliore tra i pali si sapeva.
Salva il risultato su Gudmundsson. Con un autentico miracolo.
Fino a ieri si arricciava il naso per la poca confidenza che ha coi piedi.
E invece è suo il lancio lungo raccolto dal Pibe per il goal del vantaggio.
Miguel Gutierrez.
Il Mister si ostina a metterlo a destra, lui che è mancino. Preferendolo a Beukema che non lo vuole vedere manco pittato.
Avevo appena finito di dire che mi pare una pippa e lui che fa? Mi fa un goal con un “tiraggìro” magico alla Fabian Ruiz.
Vittoria preziosa. Si regge il passo per la Champions.
Poi, passata la tempesta si faranno i conti.
Si valuteranno i danni. Si formuleranno i nuovi obbiettivi.
Guardiamoci intorno.
Episodi che minano la credibilità già minata del calcio italiano.
Allo Zini un petardo interista colpisce Audero.
Qualcuno si affretta a convincere l’ex nerazzurro a non fare scherzi. Riprendi a giocare. E falla finita.
Evitiamo così altri guai e altre noie.
Tutto si aggiusterà con una multa.
Qualche ingenuo potrebbe tentare di riaprire il dibattito sulla sicurezza negli stadi.
Gli stadi? Ma è la parola sicurezza che in Italia ciurla nel manico.
Niscemi frana. Tacere. Sopire.
Manifestazione pacifica a Torino. Occasione per il potere di consolidare il modello di regime autoritario.
E intanto l’Onorata Società ha deciso.
Il Napoli fuori dalla Champions. Per mutilarne la competitività.
Un posto di diritto spetta alla Vecchia. Per via del brand.
Al Tardini, sul risultato ancora in bilico, niente rosso per il piede a martello di McKennie.
E niente rosso neanche su Conceiçao.
Da qui a maggio questo il copione del Campionato più avvelenato del mondo.
Il mercato a saldo zero già è andato.
Ma poi: arbitri sempre più ostili e Var sempre più spenti.
Tutto accompagnato da motivazioni mediatiche sempre più fantasiose.
Sarà un bel vedere.











