Brignone: “Vorrei continuare a essere competitiva, ma ho ancora dolore, non voglio che le gare siano una tortura”
In conferenza: "Dopo le Olimpiadi, sono stata al J Medical per tre giorni per testare le mie condizioni. Non sono tornata alla mia vita normale, scambierei i due ori per tornare a una vita senza l'incidente".

Italy's Federica Brignone reacts in the finish area after competing in on the podium of the women's super-G event during the Milano Cortina 2026 Winter Olympic Games at the Tofane Alpine Skiing Centre in Cortina d’Ampezzo on February 12, 2026. François-Xavier MARIT / AFP
Dopo aver vinto due ori alle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina, Federica Brignone ha tenuto la conferenza stampa in vista della prossima Coppa del Mondo di sci.
Le parole di Brignone
Come stai e come stai rivivendo quanto vissuto alle Olimpiadi?
“Sono stata al J Medical per tre giorni, in cui abbiamo testato e valutato le mie condizioni. Sono uscita dalle Olimpiadi con parecchi problemi, insieme abbiamo valutato quale fosse l’opzione migliore per me. Abbiamo deciso di venire a Soldeu, è uno dei miei posti preferiti. Lunedì mi hanno svuotato e infiltrato il ginocchio di acido ialuronico. Sto facendo un po’ di fatica, speravo di star meglio. Ho parecchio dolore e faccio fatica ad appoggiarmi. Valuterò giorno per giorno. Essere alle Olimpadi era un più, ancor di più in Coppa del Mondo. Non deve essere una tortura, ma una cosa sana e piacevole. O appoggio bene o non ho intenzione di buttarmi a 130 km/h. Dopo il gigante delle Olimpiadi ho cercato di isolarmi, è stato un periodo impegnativo“.
Ti sei resa conto della grandezza di quanto fatto?
“Sì, me ne sono resa conto. Ho sempre saputo dove fossi. Anche per me è ancora difficile crederci perché già è difficile performare quando stai bene, quello che sono riuscita a fare io è speciale. Sono competitiva, mettermi in gioco mi piace enormemente. La mia fame è sempre stata vedere dove sarei arrivata, provare a superare i limiti. La mia fame attualmente è vincere ancora le gare ed essere competitiva. Nelle mie condizioni è una sfida tosta e ardua“.
Quanta voglia hai ancora di andare avanti?
“Tutto dipenderà dal mio stato di salute. Se deve diventare una tortura, farò fatica. Se non miglioro, chiaramente sarà difficile vedermi il prossimo anno. Se sto bene, però, perché no? Non ho preso una decisione, penso giorno per giorno. Non ho ancora il sentimento di voler smettere. Ho le scatole piene di star male e non riuscire a viverla bene, a volte mi appoggio e arrivano delle fitte allucinanti. Così non è bello“.
Senza sci la tua vita è tornata normale o hai dolori?
“Purtroppo no, non è la mia vita normale di sempre. Non posso giocare a tennis, non corro… per questo faccio un po’ fatica. Ho tenuto duro 10 mesi e nei due mesi in cui ho tenuto gli sci finora, ma sono disposta a tener duro ancora per un mese. Questo, però, solo se migliora e non peggioro. Sono qui sotto anti infiammatori: l’obiettivo a fine stagione è vedere come va, poi si vedrà“.
Come stai vivendo il post olimpico?
“Il dolore fa tutta la differenza del mondo. Se fossi guarita starei su una nuvola. Sono felice da una parte, ma scambierei le mie due medaglie per tornare a una vita senza l’incidente“.











