Assurdo, trasferte del Napoli vietate anche ai non residenti in Campania (gli interisti non residenti erano a Sassuolo dopo Audero)
POSTA NAPOLISTA - Paghiamo per uno scontro in autogrill di cui peraltro non ci sono foto né immagini. Ma noi che c'entriamo? C'è una disparità di trattamento

Db Napoli 07/05/2023 - campionato di calcio serie A / Napoli-Fiorentina / foto Daniele Buffa/Image Sport nella foto: tifosi Napoli
Assurdo, trasferte del Napoli vietate anche ai non residenti in Campania (gli interisti non residenti erano a Sassuolo dopo Audero)
Sono un tifoso del Napoli residente a Milano. Per la seconda partita di fila – dopo Genova – non potrò assistere ad Atalanta-Napoli di domenica per un divieto assurdo e gravissimo, un’offesa in uno stato che si professa e autocelebra democratico e civile.
Contesto e reputo vergognosi poter negare le trasferte ai residenti in Campania: la responsabilità di gesti violenti – ma a proposito dove sono le immagini di questi scontri tra laziali e ultras napoletani? – è sempre individuale, non di massa. Pertanto, è assurdo che vengano colpiti chi non ha alcuna colpa se non quella di essere residente in Campania. Divieto osceno che va avanti da troppi mesi nell’indifferenza dei media e che vede nel Napoli la tifoseria più colpita: non mi pare tra l’altro che le altre siano formate da cherichetti e sacerdoti. Ma ora assistiamo ad un upgrade di repressione inaudita laddove si colpiscono anche i NON RESIDENTI senza alcun motivo: erano NON campani i (presunti) responsabili degli scontri con i laziali? Con l’Inter ciò non è accaduto a Sassuolo: i residenti non in Lombardia hanno potuto assistere alla trasferta come avete sottolineato anche voi. Perfino ai romanisti contro il Napoli almeno la trasferta è stato aperta a patto che la residenza non fosse situata nel Lazio. Con il Napoli, invece, ciò resta. Sono dati per cui la si smetta anche di usare come silenziatore l’offesa del “vittimismo”. E’ imbarazzante il silenzio su questo tema della società Napoli, ma direttamente responsabili sono anche i media, soprattutto quelli locali.
Il calcio senza tifosi è morto. Ma vi scrivo perché questa è una battaglia, prima ancora che calcistica, di diritti: negare ad un cittadino di poter assistere ad un evento sportivo senza che non abbia commesso alcun reato è una violazione gravissima. Il calcio racconta tanto di un Paese. E del divario ancora esistente tra Nord e Sud.











