Spalletti, sicuro che alla Juventus ci siano le barriere mobili? A giudicare dai gol mangiati, sembrano più le porte mobili
La partita del Napoli è una formalità, mezz'ora e tutti a casa. Ora il Napoli può pensare agli ingiocabili (ma c'è prima il Verona, mercoledì)

Juventus' Italian coach Luciano Spalletti looks on from the technical area during the Italian Serie A football match between Juventus and AS Roma at the Allianz stadium in Turin, northern Italy, on December 20, 2025. MARCO BERTORELLO / AFP
Spalletti, sicuro che alla Juventus ci siano le barriere mobili? A giudicare dai gol mangiati, sembrano più le porte mobili
Nella splendida cornice abruzzese, tra arrosticini fumanti e famiglia raccolta intorno al tavolo, in una baita calda che profuma di legna e domenica, il Napoli ci regala un pranzo sereno. Troppo forti gli azzurri per ciò che resta della Lazio: il solito due a zero, ormai marchio di fabbrica contiano di quest’anno. Due a zero, e forse sarebbe potuto essere più largo se Elmas non avesse sprecato un paio di occasioni limpide. Mezz’ora di gioco e la partita è già scritta.
Spinazzola si muove con la leggerezza di chi sa di avere il futuro già scritto: si candida per i Mondiali e nel frattempo regala un gol e un’altra prestazione super, di quelle che restano nella memoria senza fare rumore. Politano è tutta la passione che un calciatore può incarnare: corsa, inventiva, generosità. Sublime e preciso, Amir ringrazia in silenzio. Poi viene l’Accademia: leggera, calma, misurata. Mercato o non mercato, questo Napoli si reinventa continuamente, senza tradire mai se stesso. Juan Jesus brilla ormai come veterano ritrovato, e l’inedita coppia a centrocampo è già sentenza: funziona, scorre, decide.
Domenica, a Milano, ci sarà l’ostacolo degli “ingiocabili”: permalosi nelle dichiarazioni, attenti a ogni parola, pronti a difendere il loro orgoglio. Gli azzurri andranno a chiedere il permesso per passare, senza fretta e senza clamore. Ma prima c’è il Verona, e l’unica vera preoccupazione resta David Neres, piccolo punto di ansia in una settimana altrimenti luminosa.
Assorto tra i monti e gli alberi colorati di bianco, penso alle barriere mobili. O meglio, alle porte bianconere: perché, francamente, siamo sicuri che siano le barriere a muoversi? Con i gol divorati dagli avanti juventini viene da sospettare che siano le porte a ballare da sole, a ritmo libero. Nel calcio, come nella neve che scende lenta sugli abeti, l’equilibrio è fragile, e certe partite ti insegnano che una squadra forte domina senza urlare.
Lazio Napoli 0-2. Punto











