Raspadori di panchina in panchina è diventato un calciatore da 4 milioni netti all’anno

Non sempre bisogna mostrarle le proprie qualità, a volta funziona anche nasconderle. Part-time al Napoli, quasi disoccupato all'Atletico, è diventato oggetto del desiderio di Roma e Napoli. Ed è finito all'Atalanta che ha pagato più di tutti

Billing Raspadori

Ci Napoli 11/05/2025 - campionato di calcio serie A / Napoli-Genoa / foto Carmelo Imbesi/Image Sport nella foto: esultanza gol Giacomo Raspadori

Chi l’ha detto che la panchina fa male? Il caso Raspadori insegna. Si può migliorare e fare carriera anche rimanendo gran parte del tempo in panchina. Com’è accaduto a Giacomo Raspadori. Che da sempre è un caso anomalo nel calcio italiano. Anomalo per il ruolo, per la posizione in campo. Che cos’è Raspadori? È un centravanti. Ma è piccolino e oggi se sei piccolino, o sei Romario (o Messi certo) oppure fai fatica. E quindi i vari allenatori hanno provato via via a spostarlo in mezzo al campo. Passi per la seconda punta che è un ruolo a lui congeniale, per Conte era l’uomo perfetto per fare il pesce pilota dello squalo Lukaku. C’è chi lo ha provato sull’esterno. Addirittura Garcia lo ha arretrato a interno di centrocampo. L’allenatore francese (oggi ct del Belgio) non sapeva dove piazzarlo, subiva le pressioni di Aurelio De Laurentiis che gli ricordava un giorno sì e l’altro pure la spesa cifra per il suo acquisto (siamo nei dintorni dei 35 milioni).

È andato bene come bomber di scorta del primo Napoli di Conte, quello del quarto scudetto. È riuscito a diventare titolare nel finale di stagione. Poi, però, non ci ha pensato due volte quando è arrivata l’offerta dell’Atletico Madrid. Dove però gli abbracci e i sorrisi sono durati poco. Tant’è vero che Raspadori a Madrid è durato quanto Xabi Alonso. Con la differenza che l’Atletico incasserà 25 milioni mentre Florentino ha dovuto transfer per sbarazzarsi del tecnico accolto pochi mesi in pompa magna.

Ma torniamo a Jack. Che è passato dalla mezza panchina del Napoli alla quasi totale panchina dell’Atletico e lì, rimanendo seduto, è diventato oggetto del desiderio del mercato. Gasperini lo ha corteggiato in ogni modo, lo avrebbe voluto alla Roma. Anche il Napoli ci ha provato, pur avendo oggettivi limiti (il mercato è condizionato: può spendere solo quanto incassa e quindi deve prima incassare), Oriali si è esposto per lui (“mi piacerebbe rivedere Raspadori al Napoli”. E poi, invece, è andato all’Atalanta. Non solo per 23-25 milioni ma il suo stipendio è salito a quattro milioni di euro netti. Insomma, Raspadori insegna che si piò far carriere anche per sottrazione. Non sempre bisogna mostrarle le proprie qualità, a volta funziona anche nasconderle.

 

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