L’infortunio a Di Lorenzo è l’ennesima botta psicologica. Ma il Napoli reagisce e vince nonostante la stanchezza
Conte, al netto di una bruttissima Champions, sta trovando e troverà continue soluzioni per evitare il naufragio. Ancora in gol Vergara

Dc Napoli 31/01/2026 - campionato di calcio serie A / Napoli-Fiorentina / foto Domenico Cippitelli/Image Sport nella foto: Giovanni Di Lorenzo
La torsione della caviglia di Di Lorenzo ha gelato lo stadio. Il Napoli vince giocando bene e nonostante la stanchezza di Champions senza possibilità di cambi. Vergara mette il sigillo al suo talento e Gutierrez abbracciando Conte mette a tacere, chi come scrive, aveva mille dubbi sull’impiego a destra.
Nel primo tempo il Napoli si sveglia dopo 6 minuti e non è un caso quando Vergara alza il ritmo. Al 12° proprio il napoletano segue Hojlund che gli lascia una palla in profondità, scatto e diagonale perfetto per il vantaggio. È dominio azzurro ma su una mischia in area piccola Hojlund viene murato e poi il palo respinge la deviazione di Comuzzo che rischia l’autogol. Poi arriva il minuto 25. Da una punizione Piccoli colpisce di testa potente, Meret che devia sul palo e sulla stessa azione ricorda perché è il portiere dei due scudetti con un miracolo su Gudmunsonn da 5 metri. Quando la palla è fuori ecco la doccia gelata: Di Lorenzo a terra dopo un doppio movimento di caviglia e ginocchio, mani nei capelli e silenzio sul Maradona. Il Napoli non si disunisce ed Elmas inventa ma De Gea salva su McTominay.
Nel secondo tempo inizio Viola con Mandragora che su punizione tira fuori di poco. Sull’azione successiva Gutierrez da destra inventa il gol con un tiro a giro e va abbracciare Conte che è stato fortemente criticato per averlo schierato a destra. Passano 6 minuti e la Fiorentina torna in partita. Dodo buca il centrocampo azzurro, Piccoli trova Meret ma Salomon respinge in rete. Gli azzurri provano reagire ma Hojlund trova De Gea pronto. Poi il danese ha la palla d’oro del terzo gol ma si fa smorzare da Pongracic davanti al portiere. Entra Kean e subito si fa sentire ma Meret respinge in angolo sul primo palo. Gli azzurri soffrono ma prima Scott e poi Giovane trovano De Gea e una deviazione determinante per il terzo. Poi nel recupero è Piccoli a mancare la porta.
L’infortunio al capitano è una botta psicologica contro cui Conte deve fare i conti. Assenza sia di ruolo che di peso in attesa del recupero degli infortunati o nuovi acquisti. Ci sono stati errori di mercato e di condizione fisica ma nessuno può dire che Conte, al netto di una bruttissima Champions, non abbia trovato continue soluzioni per evitare il naufragio. Siamo terzi ed è già tanto vista la situazione.











