Chi ha deciso questo fallimentare mercato del Napoli? Manna? Conte? Non andare in Champions sarebbe un disastro

Buttati al vento oltre cento milioni. De Laurentiis è una vittima, ha scommesso tutto il piatto e ora rischia. Ieri discutibile gestione dei cambi da parte di Conte

Napoli di Conte mercato del Napoli

Ni Napoli 07/01/2026 - campionato di calcio serie A / Napoli-Hellas Verona / foto Nicola Ianuale/Image Sport nella foto: Antonio Conte

Cesare – Caro Guido altro passo falso di questo Napoli ad intermittenza. Si accende e si spegne come le luci di un albero di Natale. Non riesce a dare continuità alle proprie prestazioni ed è un problema che è presente da tempo. Il Napoli dopo una grande prestazione contro squadre più impegnative (vedi per ultime a Roma con la Lazio e a Milano con l’Inter) poi alla partita successiva, in genere con squadre di minore caratura, non riesce a mantenere la stessa intensità, aggressività e concentrazione, le stesse motivazioni e fallisce (il tecnico è esente da responsabilità in questo?). Sembra più un problema mentale che fisico perché è impossibile stare in forma ed in buone condizioni atletiche a partite alterne.

Guido – Caro Cesare una squadra è davvero forte quando ha qualche giocatore che risolve anche da solo le partite incolori. Il Napoli ha un solo giocatore sopra la media ed è McTominay. Che però non le può vincere tutte da solo. Il punto, che non so perché nessuno affronta apertamente, è quello di una campagna acquisti che vede arrivare giocatori, Lucca, Lang, Beukema Marianucci, il cui rendimento oscilla tra il fallimentare e il largamente insufficiente. Buttando al vento oltre cento milioni. E che sono già a gennaio in lista di sbarco sottoscrivendo quindi il disastro combinato. Chi li ha scelti? Conte? Manna? Una “joint venture”? Nessuno lo dice chiaramente. Ma questa è la madre di tutti i problemi amico mio. A ciò si aggiunge la mostruosità statistica costituita da una incredibile sequenza di infortuni gravi. Che hanno tenuto giocatori di sicuro affidamento per mesi lontani dal campo. Faccio fatica a capire se sia stato l’effetto di una preparazione atletica che ha tenuto scarsamente in conto le caratteristiche fisiche individuali oppure per sfortuna, che pure è presente nelle vicende umane. Probabilmente un mix delle due cose.

Cesare – Eh caro Guido, considerando la gestione globale di Conte, penso che nessun giocatore sia arrivato senza il suo parere positivo. Continuando il mio ragionamento, oltre al problema mentale direi che vi è anche un problema tattico perché in queste partite, come con il Verona e ieri con il Parma, le squadre avversarie si chiudono con tutti i calciatori dietro la linea della palla togliendo gli spazi e la profondità dove in genere si inseriscono gli azzurri. La situazione è ancora più preoccupante perché nelle suddette partite gli avversari, pensando più allo scontro successivo contro dirette concorrenti per la retrocessione, hanno pure giocato pieni di riserve e giovani debuttanti. Il Napoli contro le difese schierate e chiuse ha ormai dimostrato di avere grande difficoltà perché privo di inventiva, capacità di verticalizzare, di trovare imbucate e saltare l’uomo negli uno contro uno. Riesce a fare solo un inutile possesso palla con passaggetti all’indietro e di lato di pochi metri senza mai avanzare e impensierire gli avversari.

Guido – Inoltre vi è da dire che in queste partite Conte, per far rifiatare i titolarissimi, cerca di fare un minimo turn over ma con risultati non positivi. Ad esempio ieri Mazzocchi (pur avendo profuso un grande impegno) e soprattutto Olivera e Noa Lang non sono stati all’altezza dei titolari. Però mi chiedo: ma contro una squadra, che ci si immaginava avrebbe giocato in questo modo, si può giocare avendo come esterni di centrocampo due terzini dal piede poco educato (Olivera e Mazzocchi) e come una delle due sottopunte Politano. Ad esempio Vergara quando entrato ha fatto bene. Ma non poteva proprio giocare dall’inizio contro le riserve del Parma avendo più qualità? Di che ci dovevamo preoccupare in fase difensiva?

Cesare – Eh sì Politano, ormai trasformato proprio da Conte più in un gran lavoratore a tutta fascia, come contro l’Inter, è stato autore di una prestazione sottotono. Si vede che non si ritrova in questo ruolo (tra l’altro ormai i suoi gol sono aneddotici) e tende comunque ad allargarsi ritornando al vecchio problema del precedente 4-3-3, cioè isolando Hojlund stretto solo soletto tra i difensori avversari. Poi una considerazione va fatta per Noa Lang. Ormai ha giocato 9 partite da titolare e vari spezzoni e mai una volta che si sia contraddistinto. Ieri sfarfallava senza mai saltare l’uomo ed essere determinante. Penso che il quadro sia ormai chiaro e la società dovrebbe trarne le conseguenze.

Guido – E poi su Lucca direi che il giocatore è stato un po’ mortificato facendolo entrare negli ultimi 5 minuti di recupero. Giusto il tempo di prendere una caterva di fischi per aver tentato una improvvida rovesciata. Poiché ormai il Napoli da tempo giocava mandando dei cross inutili a centro area, non sarebbe stato utile farlo entrare un poco prima? Non sarà un fuoriclasse ma comunque l’anno scorso ha segnato 14 gol. E sabato arriva al Maradona il Sassuolo e potremmo ritrovarci nella stessa situazione tattica e il Napoli non può permettersi di fare altri regali alle avversarie.

Cesare – Manca ancora tutto il girone di ritorno ma l’Inter a + 6 punti non promette bene. Le preoccupazioni non sono solo per la lotta per lo scudetto, perché anche se le speranze erano e sono sempre vive non si può pretendere di vincere il campionato tutti gli anni, ma bisogna assolutamente guardarsi indietro. Infatti ormai oltre a Inter, Milan e Napoli anche Juventus e Roma sembrano partecipare alla competizione per un posto in Champions (a Torino già si parla di lotta per lo scudetto….). E non entrare nelle prime 4 sarebbe per il Napoli un disastro economico e di attrattività per i calciatori. E dopo il Sassuolo andremo a Torino contro la Juve di Spalletti, che come si è capito, ci aspetta a braccia aperte. Inoltre in questo terribile mese di Gennaio, senza che si recuperi nessun infortunato, ci si mettono anche le due decisive partite di Champions da vincere a tutti i costi per sperare nella qualificazione.

Guido – In definitiva caro mio concordo con te. Non si può vincere il campionato tutti gli anni. Ma c’è comunque il diritto-dovere di comprendere di chi sono le responsabilità. Nella sciagurata ipotesi che Juventus e/o Roma ci soffino il posto in Champions ci troveremo con una società in grandissime difficoltà economiche conseguenti ad una scellerata campagna acquisti e priva della risorse che garantisce la Coppa. Il presidente De Laurentiis appare a me una vittima senza colpe. Fatta eccezione per quella di avere scommesso tutto il piatto come mai aveva fatto nella sua ultraventennale storia. Essendo ai più evidente che nessun intervento, reso peraltro difficile dalle nuove norme, sul mercato di gennaio potrà veramente risollevare le sorti della squadra. Anche perché in vista dei per ora ipotetici rientri di Anguissa e Gilmour eventuali rinforzi sarebbero occorsi per affrontare le due settimane di fuoco che intanto volgono al termine. E rischiano quindi di essere, ammesso che qualcuno arrivi, completamente inutili.

LE SENTENZE
Milinkovic-Savic – Cesare: sufficiente; Guido:sufficiente
Di Lorenzo – Cesare: sufficiente; Guido: sufficiente
Rrahmani – Cesare: sufficiente; Guido: sufficiente
Buongiorno – Cesare: sufficiente; Guido: sufficiente
Mazzocchi – Cesare: modesto; Guido: inefficace
Lobotka – Cesare: modesto; Guido: lento
McTominay – Cesare: sufficiente; Guido: sufficiente
Olivera – Cesare: scarso (flop); Guido: inguardabile ( flop)
Politano – Cesare: insufficiente; Guido: scarso
Noa Lang – deludente: scarso; Guido: inguardabile
Hojlund – Cesare: modesto; Guido: inefficacia
Vergara – Cesare: buono; Guido: buono
Elmas – Cesare: sufficiente; Guido: sufficiente
Neres – Cesare: acciaccato; Guido: insufficiente
Spinazzola – Cesare: sufficiente; Guido: sufficiente
Lucca – Cesare: s.v.; Guido: s.v.
Conte – Cesare: insufficiente; Guido: impotente

 

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