Ai giocatori del Real Madrid non piacciono i metodi di Xabi Alonso e rimpiangono la libertà dei tempi di Ancelotti (El Mundo)

Troppe indicazioni, troppe ore di video, troppa tattica. Bellingham non tollera le correzioni continue. La dirigenza non gradisce i casi Vinicius ed Endrick

xabi alonso

Db Philadelphia 26/06/2025 - FIFA Club World Cup 2025 / Salisburgo-Real Madrid / foto Daniele Buffa/Image Sport nella foto: Xabi Alonso

La crisi del Real Madrid. E, soprattutto, di Xabi Alonso. Il tecnico ha ricevuto un ultimatum dal club e se fallisce col City è molto probabile e che venga esonerato. Il Madrid è precipitato in crisi in appena un mese e mezzo: una sola vittoria in cinque partite, spogliatoio spaccato e fiducia nel tecnico ai minimi termini. La rottura con Vinicius, i mal di pancia di Bellingham, la gestione contestata del gruppo e le scelte tattiche discutibili hanno aggravato la situazione. La sconfitta col Celta ha fatto crollare definitivamente le azioni dell’allenatore ex Leverkusen e un passo falso contro il City potrebbe costare al tecnico il posto. Intanto la dirigenza valuta alternative: Zidane, Klopp e, internamente, Solari e Arbeloa. In appena un mese e mezzo tutto è cambiato a Valdebebas.

Il 26 ottobre, il Real Madrid aveva battuto il Barcellona nel clásico e si era portato a +5 sul suo massimo rivale in testa alla Liga. Oggi, la squadra di Xabi Alonso ha raccolto una sola vittoria nelle ultime cinque giornate, è seconda a quattro punti dal Barça e già si parla della fine del ciclo del tecnico basco sulla panchina del Bernabéu. L’analisi di El Mundo

La gestione Vinicius il primo problema per Xabi al Real

L’infortunio di Alexander-Arnold prima della semifinale contro il Psg ha permesso a Vinicius di partire titolare, ma l’idea di Alonso contro i francesi era di lasciarlo in panchina. Vinicius, coccolato da Ancelotti per quattro anni, non ha capito perché non fosse più al centro del progetto di Xabi.

Racconta El Mundo che le cose per Xabi Alonso avevano cominciato a mettersi male già negli Stati Uniti. La batosta contro il Psg (4-0 al Mondiale per club) era stata vissuta dal club come un punto di partenza e Alonso aveva insistito sul fatto che il vero progetto sarebbe iniziato ad agosto, con la nuova stagione.

E infatti l’avvio era stato da sogno: 12 vittorie in 13 partite. Ma dopo il clásico tutto è cambiato. La sostituzione di Vinicius contro il Barça ha irritato i piani alti del club, e la rabbia del brasiliano ha reso pubblica la frattura tra panchina e spogliatoio. La dirigenza, in una posizione scomoda, non ha punito il giocatore e ha lasciato la gestione del caso nelle mani del tecnico, ma la crepa era ormai aperta. A peggiorare la situazione, l’insistenza di Xabi nel non dare spazio a Endrick, pupillo del gruppo brasiliano e molto vicino anche a Juni Calafat, il dirigente che li ha portati tutti a Madrid e il cui parere pesa molto.

Ancelotti ancora rimpianto al Real

I giocatori, abituati ai metodi di Ancelotti, non hanno gradito la gestione di Alonso e del suo staff: troppe indicazioni, troppe ore di video, troppa tattica… e meno libertà. Alcune grandi stelle, come Bellingham, non sempre digeriscono bene le correzioni continue da parte di tecnici che loro non considerano un’élite. L’infortunio di Carvajal ha privato lo spogliatoio di una figura chiave. Nonostante il successo a Bilbao, la sconfitta contro il Celta ha fatto crollare tutto. La fiducia della squadra in Alonso è ai minimi, e quella della dirigenza ancora di più. Oltre al risultato, preoccupano le sensazioni: sul piano personale e su quello tecnico. Molti giocatori mostrano un atteggiamento lontano dal livello richiesto e dalla panchina non arrivano soluzioni. 

La polemica per il viaggio aereo anticipato

L’ultima polemica riguarda il viaggio a Bilbao. Il Madrid è abituato a volare il giorno stesso della partita, ma stavolta è partito alla vigilia. Una scelta non gradita allo spogliatoio: «Era inutile», dicono fonti interne. Come compensazione, Alonso ha concesso due giorni liberi dopo la vittoria nei Paesi Baschi, arrivando alla gara contro il Celta con un solo allenamento. Xabi, coraggioso al Mondiale per club variando spesso modulo, sembra ora bloccato sullo stesso sistema che aveva già fallito la scorsa stagione. Nel frattempo, si fa largo l’orizzonte per due nomi che già domenica comparivano nei telefoni più influenti dell’ambiente blanco: Zinedine Zidane e Jürgen Klopp. Solari, la soluzione più semplice internamente, e Arbeloa restano in attesa di una chiamata.

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