A gennaio il Napoli quasi certamente potrà fare mercato soltanto in prestito (Repubblica Napoli)
Se dovesse essere confermato il rispetto del rapporto tra ricavi e costo del lavoro allargato. Ecco perché Mainoo è in pole per il centrocampo

Mg Dimaro 22/07/2025 - amichevole / Napoli-Arezzo / foto Matteo Gribaudi/Image Sport nella foto: Aurelio De Laurentiis
A gennaio il Napoli quasi certamente potrà fare mercato soltanto in prestito (Repubblica Napoli)
Giorno dopo giorno, aumentano sempre più le testate che confermano l’indiscrezione di una settimana fa del Messaggero e cioè che i nuovi parametri relativi alla liquidità delle società di calcio rischiano seriamente impedire al Napoli di fare mercato a gennaio, quantomeno con acquisti. Il napoli potrà operare solo in prestito.
Ecco cosa scrive oggi Repubblica Napoli con Pasquale Tina:
Sicuramente servirà un aiuto dal mercato, ma il Napoli quasi certamente potrà operare soltanto in prestito, qualora fosse confermato il mancato rispetto del rapporto tra ricavi e costo del lavoro allargato (il Cla) che non deve superare lo 0.8. Ecco perché Kobbie Mainoo, 20enne dello United, è in pole position. Gli inglesi pensano ad una cessione soltanto a titolo temporaneo, così come il giocatore, alla ricerca di spazio per non perdere la vetrina del Mondiale. Il Napoli spera di poter definire tutto nel giro di un paio di settimane. Ma nel frattempo si gioca e gli azzurri lo faranno in emergenza.
Il Napoli rischia di dover fare mercato a saldo zero, ha aumentato troppo il costo del lavoro (Corsport)
Non era – ovviamente – una bufala quella del Messaggero della settimana scorsa. Sono cambiati i parametri dell’indice di liquidità, ne sono stati aggiunti due e uno in particolare – quello legato al costo del lavoro allargato – può fra male al Napoli di De Laurentiis. Si tratta di modifiche votate dai club di Serie A che evidentemente lì per lì non si sono resi conto delle conseguenze. Il Napoli, come la Lazio e altre, rischi di dover fare mercato a costo zero. Si confida nella ragionevolezza della commissione avendo il Napoli i conti in ordine (anche se ha chiuso il bilancio in passivo ed effettivamente il monte ingaggi è considerevolmente aumentato).
Il Corriere dello Sport con Giorgio Marota spiega l’introduzione di due nuovi parametri:
quello di indebitamento e quello legato al costo del lavoro allargato (Cla), pur di smontare la ghigliottina della liquidità. Il lavoro allargato, cioè il rapporto tra costo del lavoro (inclusi ammortamenti e stipendi) e ricavi (diritti tv, sponsor, biglietteria), è il parametro più impattante perché a gennaio è in grado di limitare il mercato ed è stato ispirato alla “squad cost rule” dell’Uefa, che fissa al 70% le spese di stipendi, commissioni e ammortamenti per chi partecipa alle coppe. Nyon ha preso da tempo questa strada: la soglia era al 90% nel 2023-24.
I RISCHI. Almeno 6 o 7 squadre del campionato potrebbero non essere in regola con il Cla,fi ssato allo 0,8. La Lazio e il Napoli in primis, per ragioni molto diverse: da una parte la riduzione dei ricavi, dall’altra l’aumento della spesa per i cartellini e gli ammortamenti. Anche alcune medio-piccole sono esposte. Le società hanno consegnato entro il 1° dicembre la documentazione alla nuova commissione voluta dai ministri Abodi e Giorgetti e presieduta da Atelli; la struttura che ha mandato in pensione la Covisoc si occuperà di spulciare i conti e fare la lista dei promossi e dei rimandati. Entro la metà di dicembre il responso: chi ha i parametri fuori misura riceverà il cosiddetto blocco “soft”, cioè quello che permette di fare comunque delle operazioni ma chiudendo la sessione a saldo zero. Nell’ultima misurazione di settembre sarebbero risultate più o meno a rischio, tra le tante, anche Sassuolo, Genoa, Pisa, Torino, Roma e Fiorentina; diverse società – come la Roma, ma non solo lei – dovrebbero essere rientrate grazie all’impegno diretto delle proprietà.











