Mondiali di atletica a Tokyo senza Bragagna: in ferie prima di andare in pensione. Una petizione per farlo tornare

Il Corriere dell'Alto Adige. Il telecronista sarebbe disposto a rinunciare alla ferie pur di commentare i mondiali. La Rai però sembra irremovibile

Bragagna

Il popolo dell’atletica leggera si mobilita per riportare il telecronista Rai Franco Bragagna al microfono, in occasione dei prossimi Mondiali di Tokyo, al via dal 13 settembre. Una competizione che torna sulla pista dove l’Italia sbaragliò tutto alle Olimpiadi del 2021. Una petizione spontanea su change.org sta raccogliendo un numero significativo di firme, oltre mille quelle raccolte finora. Si richiede alla Rai di superare un ostacolo burocratico che, al momento, tiene il telecronista lontano dalla cabina di commento.

Niente mondiali di atletica, Bragagna ha troppi giorni di ferie da smaltire

Il Corriere dell’Alto Adige scrive 

La situazione ha del paradosso. Bragagna, voce storica e amata della Rai, non è in pensione, ma è fermo a causa di un accumulo di ferie non godute. Nonostante la sua disponibilità a rinunciarvi, pur di commentare i Mondiali di atletica leggera, l’azienda radiotelevisiva non ha concesso la deroga. Ha preferendo che il giornalista smaltisca i giorni di riposo arretrati. La petizione, partita in forma autonoma tra gli appassionati, è diventata virale e si rivolge direttamente alla Rai. Chiede che venga fatta un’eccezione per consentire al giornalista (nato a Padova ma bolzanino d’adozione) di raccontare quello che sarebbe la sua «last dance» sportiva. Il telecronista, infatti, ha già commentato le Olimpiadi di Parigi 2024, ma ha più volte espresso il desiderio di poter seguire anche i Mondiali.

La petizione

Prosegue il Corriere dell’Alto Adige:

La ragione di tanto affetto e mobilitazione risiede nello stile unico di Bragagna. Le sue telecronache sono un vero e proprio viaggio tra storia, geografia e cultura, arricchite da un pathos inconfondibile. Ha la capacità di tessere narrazioni che vanno oltre la semplice cronaca sportiva. Il suo approccio «vecchio stampo», basato su studio e conoscenza approfondita degli atleti e dei contesti, lo ha reso un punto di riferimento per intere generazioni di appassionati. La sua assenza dai microfoni è percepita come una perdita non solo di una voce, ma di un vero e proprio narratore che ha saputo elevare l’atletica leggera a qualcosa di più di una disciplina sportiva. La raccolta firme su change.org, dunque, è il segnale di un legame profondo tra il pubblico e il suo commentatore, una dimostrazione che la passione non ha confini e che la cultura del racconto, nel giornalismo sportivo, è ancora un valore imprescindibile per molti.

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