“I proprietari moderni hanno il potere finanziario di intimidire gli amministratori del calcio fino alla sottomissione”

In Inghilterra sta facendo molto discutere l’istituzione di un ente di regolamentazione indipendente – atteso da moltissimo tempo – con la facoltà, tra le altre cose, di bloccare la vendite degli stadi della Premier League a Stati stranieri. Ma, scrive in un’analisi sul Guardian Jonathan Wilson, “il fatto che esista un regolatore non significa che le normative siano rispettate”.
“C’è il pericolo, come è successo in altri settori, che coloro che vengono regolamentati abbiano tasche più profonde di coloro che regolano e quindi possano prendersi le persone migliori dal regolatore? E questa è la domanda esistenziale che si pone davanti al calcio moderno: è davvero governabile?”. Perché “i proprietari moderni, che siano stati, oligarchi o i più ricchi fondi di private equity, hanno il potere finanziario di intimidire gli amministratori del calcio fino alla sottomissione”.
E allora, continua il Guardian, “l’unico modo per resistere a un potere finanziario di tale natura è attraverso l’intervento del governo. Quindi è una terribile ironia che la Uefa e la Fifa, gli stessi organismi che non sono riusciti ad affrontare i flagelli correlati dello sportswashing e della disuguaglianza, debbano esplicitamente mettere fuori legge l’intervento del governo”.
“Intervenire in questioni di controllo normativo fa il gioco dei ricchissimi e già potenti”.