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Folorunsho: era dimenticato a Reggio, poi ha incontrato Baroni. Storia di un idillio

Il rapporto speciale tra i due si è ripetuto anche a Verona. Ora a Napoli lo rimpiangono, sarebbe servito per uscire più facilmente dal basso

Folorunsho: era dimenticato a Reggio, poi ha incontrato Baroni. Storia di un idillio
Mg Verona 17/02/2024 - campionato di calcio serie A / Hellas Verona-Juventus / foto Matteo Gribaudi/Image Sport nella foto: gol Michael Folorunho
MICHAEL FOLORUNSHO-MARCO BARONI, E VICEVERSA

Capita che ad un allenatore si leghi in maniera indissolubile il nome di un calciatore, perché diventa un suo pupillo, un suo protetto, un suo guerriero, perché lo riesce a far rendere come nessuno mai prima. E viceversa, quando il mister ottiene enormi soddisfazioni grazie all’exploit di uno dei suoi, per meriti suoi volontari o involontari. Se il Verona edizione 23/24 dovesse salvarsi, ma probabilmente nemmeno visti gli sviluppi di carriera che verranno del secondo, il duo Baroni-Folorunsho può tranquillamente rientrare in queste dinamiche.

Se il primo non ha bisogno di presentazioni, il secondo, per chi non è avvezzo alle categorie inferiori, può rappresentare un nome nuovo, ancor di più ora che Spalletti lo ha convocato per la finestra di primavera delle nazionali, in vista degli impegni statunitensi degli azzurri.

Il loro legame nasce a Reggio Calabria, nel dicembre 2020. Micheal è all’esordio in Serie B, dopo le convincenti stagioni alla Virtus Francavilla, tanto convincenti da persuadere il Napoli a sborsare un milione di euro per strapparlo alla società brindisina. La cifra è tanto eclatante che sulle spalle di Micheal ha rappresentato, probabilmente, un grosso macigno. In mezzo, tra l’avventura calabrese e l’acquisto partenopeo, una opaca parentesi al Bari insufficiente a convincere a puntare su di lui. Pure la stagione alla Reggina sembra destinata all’anonimato, fino all’arrivo di Baroni a campionato in corso.

Col tecnico toscano, da riserva Folorunsho divenne titolare fisso, in una posizione più avanzata di quanto avesse precedentemente, da trequartista o centrocampista avanzato invece della mezz’ala classica. È l’inizio della scalata verso quel milione e oltre. Lo status che acquisisce soprattutto a Bari nel corso della seconda parentesi con la maglia dei galletti fa sì che la cadetteria gli diventi strettina e in estate, scartato nuovamente dalla casa base partenopea – con rimpianti dal momento che al suo posto è arrivato Cajuste – ad accoglierlo è Verona, di nuovo agli ordini di Baroni. Il toscano, per la seconda volta, gli cuce un nuovo abito addosso. Con i saldi di gennaio, il ridimensionamento del Verona pareva destinare gli scaligeri, nella seconda metà di campionato, ad affogare verso la cadetteria. Invece, al momento non solo è salvo, ma sembra avere più certezze di quante possieda chi sta dietro. La principale sembra proprio Micheal.

La sua mole imponente fa sì che spesso in fase di uscita la squadra si appoggi proprio a lui, posto sotto punta a lavorare alla Djuric, sgomitando di testa o appoggiandosi a lui spalle alla porta. Non solo spalle, ma pure lanciato palla al piede diventa non facilmente fermabile, vedasi gol alla Roma – responsabilità di Rui Patricio a parte -. Se fisicamente a posto, può essere un profilo interessante per tante squadre alla ricerca di un centrocampista avanzato davvero atipico.

Sarebbe servito pure a Napoli in mancanza di Osimhen qualcuno su cui far perno per uscire più facilmente dal basso, capace di coprire più ruoli e all’evenienza box-to-box di rottura? Servirà a Spalletti in Germania? si può profilare un possibile ballottaggio con Zaniolo per un posto in rosa? La gavetta, intanto, è finalmente finita, perché un Folorunsho così non può più passare inosservato e un grande grazie va a Baroni, profilo probabilmente sottovalutato del nostro pallone. Entrambi, dovesse il Verona salvarsi, si legheranno in maniera indissolubile alla squadra scaligera, in un vero e proprio miracolo, viste le premesse del nuovo anno.

Davide Zennaro

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