Il protagonista è sempre lui: il giornale spagnolo gli dedica una pagina intera. “Ricorda i Cragnotti, Berlusconi o Moratti che avevano in mano il calcio negli anni 90”

Non c’è modo di girare la faccenda in un’altro modo: il protagonista è sempre lui, Aurelio De Laurentiis. Basta dare una lettura ai giornali spagnoli nei giorni di Napoli-Barcellona. Oggi El Paìs gli dedica una pagina intera. Daniel Verdù scrive che “De Laurentiis è l’ultimo presidente-proprietario forgiato alla vecchia maniera. Una sorta di padrone 2.0 che ricorda i Cragnotti, Berlusconi o Moratti che avevano in mano il calcio negli anni 90. Grandi imprenditori che hanno messo le loro fortune al servizio delle squadre e hanno fatto della partita un riferimento mondiale, ma i cui slanci emotivi e finanziari hanno dato anche è il tocco finale. Oggi i fondi di investimento, soprattutto americani, governano il calcio italiano e De Laurentiis è diventato un uccello raro”.
“La sua idea al momento dell’acquisto del Napoli – continua – era che l’industria del calcio dovesse essere governata secondo schemi simili a quelli della produzione cinematografica perché, in fondo, entrambi i mondi sono spettacolo e raggiungono il pubblico principalmente attraverso uno schermo. E in qualche modo, le sue teorie, sempre rivolte al risultato finale, hanno funzionato. Contratti lunghi, clausole rescissorie e il 100% dei diritti d’immagine per il club”.
De Laurentiis secondo El Paìs “ha sempre sofferto che la sua impresa vivesse all’ombra del grande Napoli di Maradona, e ritiene che quasi tutto sia sostituibile”. Il risultato è che “in otto mesi la società ha avuto ormai tre allenatori diversi; e lui, sei, se contiamo gli altri tre del Bari, squadra anche di sua proprietà. Una decisione che di solito viene presa senza consultare nessuno”.
“La domanda ora è se la presenza di Calzona, l’ultimo colpo di genio di De Laurentiis, sarà in grado di cambiare la dinamica della squadra in sole 24 ore per affrontare il Barça”.
Calzona ha già riportato il sorriso sui volti dei giocatori. Lo scrive il Corriere della Sera con Monica Scozzafava
Il numero primo Calzona si immerge nella sua prima notte Champions, ascolta i consigli di De Laurentiis ma intende ragionare con la propria testa per raggiungere gli obiettivi presidenziali: «Più avanti possibile in Champions e rincorsa al 4° posto». Intanto, ha riportato il sorriso sui volti dei giocatori. Sfrutta da subito la sua chance, il calabrese di Vibo Valentia che ha il cuore per metà slovacco e si professa uomo libero e convinto. Lo ha chiarito alla squadra durante la riunione del pomeriggio. «Sono sicuro che il Napoli sia una squadra forte — ha ribadito — ma deve ricominciare a divertirsi».
Un allenatore capace di rispondere a 23 domande in 34 minuti, ha già il merito della sintesi. Gli tocca trovare la quadra, e non ha tempo: «Dobbiamo accelerare».